Supercoppa: continua la polemica tra Lazio e Juventus

Continua la battaglia tra Lazio e Juventus sul dove disputare la finale della Supercoppa. “La Juve si è sottratta agli adempimenti. Deluso? Non sono deluso, si tratta di rispettare gli impegni presi”. Così il presidente del club biancoceleste, Claudio Lotito, sulla trattativa con il club allenato da Conte sulla scelta della location per disputare la partita. “La Juve prima dice di si, poi si rimangia tutto. Probabilmente pensano di essere la Lega e di comandare loro. A noi – continua il numero 1 della Lazio – va bene giocarla dappertutto, a Roma o Toronto, ma loro vogliono giocarla a Torino. La Lazio si è attenuta a tutti i regolamenti e a quanto discusso in assemblea. Non parlo con Agnelli, non ci parlo, cosa ci parlo a Fare? Sta disattendendo gli impegni presi davanti all’assemblea. Se non troviamo una soluzione deciderà l’assemblea. Non capisco come la Juve abbia preso questa posizione”. A tal proposito non si è fatta ovviamente attendere la risposta dei bianconeri, che replicano con una nota pubblicata sul sito ufficiale del club: “Fin dalla conquista della Coppa Italia in data 26 maggio, il consigliere federale e presidente della Lazio, Claudio Lotito si è abbandonato ad affermazioni che sono progressivamente diventate offensive, inaccettabili e spesso contrarie al vero. Egli ignora evidentemente che la conquista di tale trofeo fa sorgere in capo alla Lazio il diritto a disputare la Supercoppa, ma non il diritto ad incassare una somma garantita. Juventus Football Club ha sempre rispettato i regolamenti e le decisioni della Lega Calcio ed ha manifestato a quest’ultima, tramite lettera agli atti, datata 8 marzo 2013, la propria indisponibilità a disputare la gara di Supercoppa all’estero. Nelle successive assemblee il tema della Supercoppa è spesso stato all’ordine del giorno ma non è mai stato discusso né tantomeno è stata assunta alcuna delibera al riguardo. Per mesi gli organi della Lega Calcio hanno ignorato la sopra citata posizione della Juventus e da qualche giorno stanno tollerando comportamenti e parole inaccettabili per la vita associativa, oltre che lesivi per la società”.

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