Luigi Di Maio del M5s arriva a Montecitorio per la riunione dei gruppi parlamentari M5S, Roma 3 aprile 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Stop al decreto dignità

Il decreto dignità slitta. Il testo è pronto ma l’ostacolo resta quello delle coperture, in particolare per il pacchetto fiscale. Uno stop che riguarda anche il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5s in campagna elettorale.

Lo stop è arrivato dal ministro all’Economia Giovanni Tria, scelta  condivisa anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Durante il Consiglio dei ministri sono stati ammoniti  i colleghi a verificare sempre le coperture finanziarie dei provvedimenti. Il decreto dignità, messo a punto dal vicepremier Luigi Di Maio è sparito  dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. La situazione irrita non poco Di Maio,  ministro del Lavoro e sviluppo economico: ‘Sto facendo il giro delle Sette Chiese, tra bollinature e cose che sto scoprendo solo adesso, ma il testo è pronto. Deve essere solo vidimato dai mille e uno organi di questo Paese’.

Quello delle risorse è l’ostacolo principale, visto che non è così scontato che si possa pescare anche dal Fondo Sociale europeo. Le risorse necessarie per questo primo step sono state individuate dallo stesso Movimento in 2 miliardi, mentre altri 15 ne servirebbero, a regime, per il reddito di cittadinanza.

Moreno Manzi

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