MES, bozza maggioranza: nessun tetto su Btp alle banche

Continua a tenere banco la discussione – che va avanti ormai da giorni – sulla riforma del Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità che apre l’ennesima settimana calda per il Governo. La tabella di marcia è segnata: in vista del Consiglio UE del 12 e 13 dicembre, è ufficialmente iniziato il countdown per la risoluzione sul fondo salva-Stati, prevista per mercoledì  11 dicembre alla Camera e al Senato dopo le comunicazioni del Premier Giuseppe Conte.

Approfondire i punti critici

E proprio in vista del delicato appuntamento di domani, la maggioranza ha messo a punto una bozza di risoluzione sul Mes, su cui in queste ore prosegue il confronto.  La maggioranza “impegna il governo” ad “assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria (cosiddetta logica di “pacchetto” Mes, Bicc, Unione bancaria) approfondendo i punti critici del pacchetto di riforme”, si legge in una prima bozza.

Escludere limiti sui BTp alle banche

Non solo: “in particolare” escludere “in ogni caso interventi di carattere restrittivo sulla dotazione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari e comunque la ponderazione dei titoli di stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale”.

Tra le richieste più significative il no alla ristrutturazione automatica del debito pubblico, uno dei punti più discussi fin dalla prima ora. Si chiede anche di condizionare l’adozione di qualsiasi decisione vincolante solo dopo la definizione di regole e procedure delle Clausole di azione collettiva (Cacs) – che definiscono le procedure in caso di ristrutturazione di un debito sovrano dell’area euro e se il Paese chiede aiuto al Mes – evitando l’applicazione dei principi della single limb Cacs.

Il Ministro dell’Economia Gualtieri, tra i difensori più convinti della riforma, mostra tranquillità in vista della discussione in Aula di domani: “Abbiamo chiarito con molta nettezza che alcune condizioni sull’Unione bancaria erano inaccettabili» e all’Eurogruppo “di fatto si è deciso per il rinvio” della firma, spiega sottolineando ancora una volta che “Il Mes ci serve e ci protegge”.

“Sul Mes non firmo nulla fino a che non sono certo che l’Italia è sicura al 200%”, ha detto intanto Luigi Di Maio, precisando che “prima dell’Eurogruppo e dell’Eurosummit di gennaio il parlamento sarà chiamato a valutare a che punto siamo”. “Finché il pacchetto non è chiuso, non metto i soldi degli italiani in banca”, ha aggiunto.

E proprio domani, al Senato dove resiste una fronda cinquestelle contraria al Mes, ci sarà da fare i conti con il “nodo numeri”.

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