Mariti, un comico influencer, al Castello di Santa Severa

L’11 agosto è stata la volta di Pierluca Mariti con lo spettacolo “Ho fatto il classico” nell’ambito di ”Sotto il cielo del Castello di Santa Severa”, rassegna estiva promossa dalla regione Lazio e organizzata dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con Atcl, circuito multidisciplinare dell’Lazio.
Pierluca Mariti, in arte “Piuttosto che”, è un influencer, nato nell’epoca di Instagram, che ha lasciato un posto da manager d’azienda per inseguire una carriera da comico.
E pare ci sia riuscito. Il tour italiano è stato un successo e anche la data di Santa Severa non è stata da meno: tanti i giovani accorsi da Roma e dall’Alto Lazio. Sicuramente suoi follower.“Piuttosto che“ sta riuscendo nel suo intento di comico e manager di se stesso.
Nello spettacolo ci sono elementi di standard up comedy, alcuni testi scritti da Pierluca e una parte più personale in cui racconta la sua esperienza da manager di multinazionale all’Ikea, di voli in aereo in economy class e ricordi di bambino e del dorato Zecchino canoro, il San Remo dei piccoli.
Pierluca è simpatico, si muove bene sul palco, sa leggere in maniera espressiva una poesia ed un brano. Ha un ottima pronuncia inglese quando declama versi in lingua originale. Non è un attore, ma il suo lo sa fare e raggiunge un pubblico giovane che va cooptato al teatro.
Lo spettacolo è un mischione di cultura pop e classica, di Britney Spears e Catullo, Ambra Angiolini e Goffredo Mameli, Covid e Ariosto. Si scherza anche di politica ma non è vera satira, non è quello l’intento. Sicuramente dietro c’è un pensiero, ma che si può leggere fra le battute senza però essere palesato. Non è questo il fine di Mariti. Che, come dice lui stesso, non è Lilly Gruber.
Un’ora e mezza passa piacevolmente al maniero Odescalchi: il pubblico applaude a scena aperta più che spesso, ride di gusto e si appassiona ai “film” che si fa Madama Butterfly sul ritorno del suo amato americano.
Si congeda con una poesia di John Donne (Londra, 1572-1631), composta nel 1611, in cui pone in risalto l’atto del dare addio, di accomiatarsi da una persona cara. Chè cari sono a Mariti i suoi 201 mila follower ed il pubblico in platea.
Barbara Lalle

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