Il mondo si stringe intorno all’Italia: Ue costretta a partecipare all’abbraccio

L’intera comunità internazionale stravolta dalla pandemia affianca l’Italia nella sua dura battaglia.

Si è sempre detto che qualsiasi cosa si faccia, poi torni indietro; mai detto fu più indicato come nel caso dell’Italia, nazione che non è mai mancata all’appuntamento con la solidarietà durante le grandi crisi internazionali, sempre in prima linea nelle emergenze, che nel momento più difficile della sua sroria dal secondo dopoguerra trova sostegno sia dalle superpotenze Cina, Russia, ed in “risposta” dagli USA, da paesi storicamente non alleati come Cuba, dalla Polonia, e poi l’aiuto in assoluto per certi versi non inaspettato ma inatteso, quello dell’Albania, un paese che sta cercando una ricrescita dopo anni di storia travagliata che proprio nell’Italia ha trovato sempre un’ancora di salvezza sia per gli aiuti economici, sia nell’accoglienza di tanti cittadini albanesi, stanziatisi lungo tutto lo stivale, tanto da creare perfino comunità di lingua albanese come gli Arbereshe, comunità albanese che conta circa 450000 persone. Emblematico il discorso del Premier albanese Edi Rama che in un messaggio di accorata solidarietà non manca di ammonire anche con toni gravi paesi più ricchi del suo, con un inevitabile riferimento all’Europa. Il rifiuto a muso duro di Conte e del governo italiano, rappresentato nell’UE anche in un’ unità di intenti e di idee dall’asse PD Gualtieri-Sassoli-Gentiloni, dell’iniziale richiesta di attesa, asettica, priva di empatia, in breve colpevolmente apolitica da parte del presidente UE Ursula Von der Leyen, ha portato anche il Presidente francese Macron ad affiancare l’Italia nella richiesta di una manovra shock dell’Unione con buona pace di Olanda e Germania.
Il dato che preoccupa e di cui bisogna far tesoro è quello di una parte d’Europa sempre più lontana dai bisogni dei cittadini, legata a cifre “vuote” come quelle della finanza che ha dimenticato il significato di Unione voluto dal suo fondatore Altiero Spinelli.

Luigi Viscardi

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