Equitalia. Rottamazione cartelle: sopra i 100mila euro uno su due non paga

La rottamazione delle cartelle Equitalia ha portato nelle casse dello Stato 1 miliardo in più del previsto. Ma un contribuente su due di coloro che hanno presentato domanda di adesione alla rottamazione  per importi oltre i 100mila euro non ha pagato quanto dovuto. Lo ha spiegato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini in audizione alla commissione Finanze alla Camera.

L’incasso. Come ha spiegato Ruffini la rottamazione  delle cartelle ha portato nelle casse dello Stato un miliardo di euro in più rispetto a quanto preventivato. L’incasso complessivo “si potrebbe attestare su un valore complessivo di 8,2 miliardi di euro a fronte di 7,2 miliardi di euro previsti”. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che nel 2017 sono stati riscossi 6,5 miliardi, registrando “una variazione positiva di oltre 1,4 miliardi” rispetto a quanto atteso, anche per la scelta di molti di pagare in una unica soluzione.

La rottamazione fino a 100mlia euro. Non tutti quelli che hanno fatto richiesta di adesione hanno però pagato quanto dovuto. Infatti più di un contribuente su 2 (il 56%) di chi ha fatto domanda di definizione agevolata delle cartelle con importi oltre 100mila euro ha poi effettivamente aderito con un pagamento alla rottamazione. Va meglio per gli importi più bassi: l’86% di chi aveva un debito entro i 1.000 euro sta pagando. La percentuale si abbassa al 77% di chi ha un debito tra 10.000 e 50.000 euro.

Rottamazione bis. Per la rottamazione bis sono arrivate all’Agenzia delle Entrate circa 950 mila istanze da circa 840mila contribuenti. Si tratta di oltre 4 milioni di cartelle per un valore complessivo di circa 14 miliardi di euro. L’importo da pagare, al netto della quota abbuonabile, è di circa 9 miliardi e più della metà delle domande è stata fatta per debiti sotto i 1.000 euro.

Crediti da riscuotere. Come spiega il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini l’ammontare dei crediti residui non riscossi ma aggredibili dal Fisco ammonta a circa 450 miliardi rispetto a un magazzini di ruoli ancora da riscuotere di 871 miliardi. In quest’ultimi, però, sono compresi debiti impossibili da recuperare perché intestati contribuenti deceduti, falliti o nulla tenenti o a soggetti che hanno rottamato o fruiscono di sospensioni della riscossione. Così i 448,9 miliardi aggredibili scendono a circa 84 miliardi di euro perché per le norme a tutela del contribuente le azioni di recupero sono inibite o limitate.

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