Pensioni. Fumata nera in consiglio dei ministri. La Lega per ora non cede

Nulla di fatto. Si tratta ad oltranza sulle pensioni. Il consiglio dei ministri ha deciso di non decidere. Troppo delicato e scottante la riforma delle pensioni dopo le barricate della Lega Nord. La matassa sarà sciolta nella cena di questa sera tra il premier, Bossi, Calderoli, Maroni, Tremonti e Letta. Berlusconi a tavola dovrà convincere il Carroccio a dare via libera alla riforma. Nell’esecutivo si spera ancora in un’apertura della Lega sull’innalzamento dell’età lavorativa e sull’anticipo delle misure riguardanti le pensioni ‘rosa’. Si tratta su tutto. Perché Berlusconi ha bisogno di certezze per non essere riammonito dall’Ue. Per ora il leader di via Bellerio in Cdm è stato chiaro: le pensioni non si toccano perché la Lega perderebbe almeno 3 punti alle prossime elezioni. “Sulle pensioni non cediamo di un millimetro”, è per ora la posizione del Carroccio.
Ma la porta non è stata chiusa completamente dalla Lega. “Si sta ragionando”, dicono uomini vicino ai leader del centro destra. Se ne riparlerà in giornata in un nuovo, ancora per ora incerto, consiglio dei ministri.

La Giornata.Silvio Berlusconi ha meno di settantadue ore per dare le risposte all’ultimatum dell’Ue. La riduzione del debito pubblico e le misure per la crescita da inserire in dl sviluppo che stenta a venire alla luce non convincono più l’Europa. Ora è giunto il tempo di varare misure strutturali e il club dei 27 assieme ai mercati non possono più aspettare. Entro mercoledì i mercati e gli Stati membri devono essere rassicurati. Non si può andare oltre. Basta tentennamenti e continui rinvii. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, nel faccia a faccia con Berlusconi, è stato chiaro: subito riforme del mercato lavoro, delle imprese pubbliche, della giustizia, privatizzazioni e la lotta alla frode fiscale. Un ultimatum e, allo stesso tempo, una specie di commissariamento dell’Italia da parte dell’Ue. Ora tocca al Cavaliere che ha già convocato un consiglio dei ministri per le 18 di oggi per dare le risposte alle richieste europee. Tra i provvedimenti che “ho sempre chiesto ma non ho potuto realizzare per colpa di altri”, dice un premier turbato, dovrà trovare posto la riforma delle pensioni. In Unione Europea si parla da tempo di una unica età pensionabile per tutti e l’Italia è l’unico Paese ad avere le pensioni di anzianità da rimodulare. Ma sulla strada del cambiamento, per assicurare un futuro alle giovani generazioni, c’è il muro di Umberto Bossi. Il problema più grosso per la riforma è convincere il segretario del Carroccio da sempre contrario ad ogni ritocco della previdenza. “Ne parlerò con la Lega”, dice Berlusconi chiarendo che il provvedimento a cui pensa non “collide con la posizione del Senatur che ha sempre detto di aver a cuore i pensionati”. E la risposta della Lega Nord non si è fatta attendere e come previsto è un no secco: le pensioni non si toccano. “La Lega è contraria alla riforma delle pensioni e alla patrimoniale”, più chiaro di così non potrebbe essere il capogruppo dei deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni. “Andremo in Consiglio dei ministri e lì vedremo – dice Reguzzoni -, la Lega propone incentivi per le mamme che accetteranno il part-time nel pubblico impiego”. Possibilista l’Udc. “Se la riforma delle pensioni con l’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile sarà ben fatta, l’Udc è pronto a votarla”, dice Rocco Buttiglione. “Certo – ha osservato – sarebbe stato meglio aver agito non sotto la dettatura dell’Europa”. Altra misura che potrebbe essere esaminata dal Consiglio dei ministri di oggi è la vendita degli immobili pubblici che potrebbe, negli auspici del premier, “ridurre il debito pubblico anche prima del 2013”. Ma anche in questo caso c’è un ostacolo e si chiama Giulio Tremonti da sempre contrario alla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato. Però bisogna fare cassa e rilanciare la crescita. Berlusconi sa bene che la coperta è corta, l’Europa incalza e deve spingere sull’acceleratore per dare le risposte nei tempi chiesti dall’Ue. Anche perché non ci sta a farsi mettere in mora. Non accetta che l’Italia sia messa tra i Paesi a rischio fallimento, come la Grecia. “Non c’è nessun rischio Italia”, sostiene. “I nostri fondamentali sono solidi, siamo secondi solo alla Germania”, ripete ancora una volta. Ma oltre a rispettare gli impegni entro mercoledì, il premier ha dovuto sgonfiare il siparietto fatto di scambi di sguardi e sorrisi ironici tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che avevano come bersaglio proprio il presidente del consiglio italiano. I leader di Berlino e Parigi hanno sorriso quando è stato chiesto loro se da Berlusconi avevano ricevuto rassicurazioni sulle misure che l’Italia avrebbe preso.  Il cavaliere ha dato la sua personale interpretazione alla vicenda: “Sarkozy si è adontato per la questione Bini Smaghi”, il membro italiano del board della Bce che ancora non ha lasciato il suo posto per far spazio a un francese, come promesso dallo stesso Berlusconi, in seguito all’arrivo a Francoforte di Mario Draghi, che leva l’unica poltrona di Parigi nel consesso. Ma “Bini Smaghi non può essere il casus belli per il deterioramento dei rapporti tra Italia e Francia. Gli ho offerto incarichi prestigiosissimi e di responsabilità, che lui ha rifiutato. Che posso fare, lo uccido?”, ha concluso con una battuta.

 

 

 

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