Bankitalia su Mps: ‘Comportamenti fraudolenti degli ex vertici’

l Monte dei Paschi ha sofferto per la crisi e per le frodi degli ex manager. Banca d’Italia usa la clava contro i responsabili della crisi della banca più antica del mondo, tirando in ballo anche le responsabilità della Fondazione Mps. Il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo parla in Commissione Banche e non usa mezze parole per spiegare cosa è accaduto a Siena.

Il presidente della Commissione Banche, Pier Ferdinando Casini, ha annunciato che domani verrà consegnata in Commissione la lista dei primi 100 grandi debitori di Mps.

‘Gli effetti della congiuntura e in generale del contesto esterno sul bilancio della banca, di per sé già profondi, sono stati amplificati dai comportamenti gravi e fraudolenti posti in essere sin dal 2008 dai precedenti esponenti di vertice, che hanno indebolito gravemente la banca e ne hanno messo in discussione la reputazione. Tali comportamenti  emersi progressivamente grazie alle attività di verifica della Banca d’Italia e alle indagini dell’Autorità Giudiziaria sono oggi al vaglio del giudice penale’, scrive Carmelo  Barbagallo che  ha sottolineato che la storia di Mps è quella di una banca particolarmente esposta su molteplici fronti: quello dei rischi finanziari (sovrano, di liquidità e di tasso) e quello dei rischi di credito. I rischi finanziari hanno messo in grave difficoltà Mps; alla lunga, è stato però il rischio di credito che ne ha minato più in profondità l’equilibrio economico-patrimoniale.

 Nella crisi del Monte dei Paschi inoltre un ruolo significativo lo ha avuto la Fondazione che ha inteso mantenere a lungo, anche quando non ce ne erano più le condizioni, una posizione di dominio comunque di rilievo, erodendo il proprio patrimonio e indebitandosi,  ha detto il dirigente di Bankitalia, che rispondendo a una domanda afferma che sulla base della mia esperienza non credo che la Fondazione avesse bisogno dell’eterodirezione della politica.

 L’acquisto di Banca Antonveneta da parte di Mps era a portata dell’istituto senese riguardo ai suoi obiettivi patrimoniali.  Nella relazione il capo della Vigilanza osserva che l’acquisizione di Antonveneta nel marzo 2008 si inseriva in un contesto economico domestico ancora favorevole, di consolidamento del sistema bancario italiano, che aveva visto realizzare, nei mesi precedenti, le operazioni di aggregazione tra Unicredit e Capitalia e tra Intesa e Imi-Sanpaolo. Quanto alla due diligence su Antonveneta, prima dell’acquisto da parte di Mps, non era richiesta dalla normativa di vigilanza né allora né ora. Inoltre come per ogni altra autorizzazione della specie, la definizione del corrispettivo per l’acquisizione rientrava nell’esclusiva responsabilità delle parti e non era soggetta all’approvazione della Vigilanza.

 Con la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena operata dal ministero dell’Economia risultano ora realizzati i presupposti per una decisiva ‘pulizia’ di bilancio, attraverso la cessione del portafoglio di sofferenze.

 

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