Un operatore di Borsa di una banca davanti ai monitor, Milano, 19 Ottobre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

Spread non si ferma, sale a 245, poi ripiega. Milano peggiore in Europa

Ripiega lo spread tra il Btp e il Bund dopo essere salito fino a 245 punti base. Il differenziale scende ora a 234 punti base, col tasso sul decennale del Tesoro all’1,86%.

La Borsa di Milano scivola ancora con il Ftse Mib che cede il 4% a 16.850 punti. Piazza Affari, peggiore in Europa, è appesantita dalle banche.

“Sulla base di nostre valutazioni a marzo la produzione industriale avrebbe subito una contrazione pari a circa il 15 per cento”. E’ quanto si legge nella relazione del Capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e finanziaria di Bankitalia, Paolo Angelini, e di Giorgio Gobbi, Capo del Servizio Stabilità Finanziaria, in audizione alla Commissione banche sulle iniziative della task force per la liquidità del sistema bancario nell’emergenza sanitaria. “Le nostre stime indicano che tra marzo e luglio il fabbisogno aggiuntivo di liquidità delle imprese possa raggiungere i 50 miliardi”. “È necessario assicurare un rapido dispiegamento degli strumenti di contrasto dell’emergenza approvati dal Governo, ad esempio potrebbero essere considerate modalità di tracciamento dei finanziamenti erogati, quali l’obbligo di convogliare i finanziamenti con garanzia pubblica su conti dedicati”. Lo dicono il Capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e finanziaria di Bankitalia Paolo Angelini e Giorgio Gobbi, Capo del Servizio Stabilità Finanziaria della Banca d’Italia.
“Per le banche che già presentavano elementi di fragilità è possibile che le azioni poste in essere dal Governo e dalle autorità di vigilanza non siano sufficienti a permettere loro di sostenere le conseguenze economiche della pandemia. Sarà necessario, in questi casi, al pari di quanto fatto per le altre imprese, valutare tempestivamente la possibilità di indirizzare il sostegno pubblico per favorire processi aggregativi anche degli intermediari di minore dimensione e maggiormente a rischio”. Così i rappresentati della Banca d’Italia in audizione alla Commissione Banche.
Nel mese di febbraio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 2,7 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.446,9 miliardi. Lo comunica Banca d’Italia. L’aumento è dovuto principalmente all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (1,8 miliardi, a 73,4); vi hanno contribuito inoltre il fabbisogno (0,7 miliardi) e l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,2 miliardi).

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