Salvini e la pace fiscale

Matteo Salvini è in volo verso Strasburgo, lontano da Macerata. Ma l’eco del raid razzista di quel Traini, candidato leghista in un piccolo comune marchigiano la primavera scorsa, è sempre molto forte.

‘Una Lega che simpatizza con l’estrema destra? Ma non scherziamo, uno squilibrato non può caratterizzare un movimento. A rappresentarci sono persone come Giulia Bongiorno e Alberto Bagnai che hanno deciso di candidarsi con noi perché condividono i nostri valori’, afferma:  ‘Quanto ai rimpatri forzati dei 600mila clandestini rilanciati anche da Berlusconi’,  il leader del Carroccio non ha dubbi: ‘visti i soldi che diamo a diversi Paesi africani da cui provengono questi clandestini, un accordo per far tornare a casa i loro concittadini lo troveremo’.

Anche sulle ricette economiche, Salvini sembra avere poche incertezze. La copertura per l’azzeramento della Fornero e la flat tax sarà garantita dalla pace fiscale, ovvero una rottamazione hard delle cartelle esattoriali, quello che un tempo si sarebbe chiamato un maxi condono: ‘Chi paga il 15% di quanto dovuto al Fisco è a posto’.

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