Road to Brasil. Da Capello a Zaccheroni

Il nostro cammino verso i Mondiali prosegue analizzando i gironi meno nobili, privi di big, ma caratterizzati da una forte presenza italiana, quella di Alberto Zaccheroni e Fabio Capello, rispettivamente coach di Giappone e Russia. Partiamo dal girone C. Colombia, Grecia, Costa d’Avorio e Giappone. Probabilmente il più equilibrato e incerto dal momento che manca una favorita. Sarebbe stata e forse rimane la Colombia ma senza Falcao, lasciato a casa a a malincuore dal ct Pekerman dopo il grave infortunio al ginocchio, i “cafeteros” perdono tantissimo. Assente anche Muriel dopo una stagione poco esaltante all’Udinese, la Colombia può comunque disporre di attaccanti come Bacca, cannoniere del Siviglia, Ramos, passato al Borussia Dortmund, Jackson Martinez, attaccante del Porto ambito da mezza Europa e anche dal Napoli. Senza dimenticare Ibarbo e gli altri italiani come Yepes, Zuniga, Guarin, Cuadrado, la qualità di James Rodriguez e di Quintero. Nessuna punta di diamante, forse Mitroglu, per la Grecia che però, come sempre, punterà sulla forza e la compattezza del collettivo dove comunque brillano i nomi proprio di Mitroglu ed ancora dei bolognesi Konè e Christodoulopoulos , del genoano Feftatzidis, del torinista Tachtsidis. E a proposito di “italiani”, come non citare il Giappone di Honda e Nagatomo ma soprattutto dell’italianissimo Alberto Zaccheroni, mentore di una formazione sicuramente valida ma che ha trovato col tecnico romagnolo una quadratura importante che l’ha portata subito al trionfo nel torneo continentale asiatico e ad impensierire nella scorsa Confederation Cup la nostra Italia. Ed infine spazio all’eterna promessa del calcio africano, quella Costa d’Avorio sempre indicata come possibile sorpresa e sempre sfortunata nei sorteggi. Questa volta è andata bene agli ivoriani che si potranno giocare le loro carte con formazioni alla loro portata. Ok, Drogba non sarà più giovanissimo ma sa sempre e continua a far male alle difese avversarie. Ma gente come Gervinho, Kalou, Bony sono nel pieno della maturità e sono pronti a garantire qualità a una formazione incredibilmente fisica e illuminata dalla classe immensa di uno dei centrocampisti più completi e forti al mondo, Yaya Toure. E passiamo al girone H: Russia, Belgio, Algeria e Corea del sud. Pochi spunti in un girone, anche questo, senza big e dove tra l’altro Algeria e Corea del sud sembrano uno, forse due (se non di più) gradini dietro rispetto a Russia e Belgio. Fabio Capello ha scelto la Russia come ultima tappa della sua carriera, infatti dopo la rassegna iridata lascerà la panchina e andrà in pensione. E allora la volontà è quella di fare quanta più strada possibile. Per stessa ammissione del tecnico friulano, “In Russia l’aspettativa è sempre molto alta. Abbiamo una buona squadra, ma l’obiettivo realistico sono i quarti di finale”. Sarebbe obiettivamente un grande traguardo per una formazione che può contare su 22 esordienti in una rassegna mondiale e che sul suo cammino, superato il girone, potrebbe trovare Germania o Portogallo. Ed infine riflettori sul Belgio, la squadra indicata da tutti come l’outsider di questo mondiale. Per il sottoscritto una possibile grande protagonista e soprattutto una formazione che già dal prossimo Mondiale potrà puntare alla vittoria perché con quattro anni in più sulle gambe e nella testa i giovani terribili del Belgio potranno o meglio potrebbero tenere testa a chiunque. Courtois, Vertonghen, Kompany, Vermaelen, Witsel, Fellaini, Dembele, Januzaj, Mertens, Lukaku e la stella assoluta Eden Hazard sono solo alcuni nomi di una rosa ricca di talento ma soprattutto giovanissima. Qualità e freschezza quindi per i belgi, ma anche sfrontatezza che nasce dall’età che però potrebbe essere anche un boomerang se facesse prevalere inesperienza e ingenuità. Ma con gente che milita in squadre come Chelsea, Napoli, Arsenal, Manchester United, City, Tottenham è difficile pensare a questi fattori. E allora segnatevi questo nome, il Belgio è pronto a stupire il Mondo.

Sebastiano Borzellino

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