Migranti: oggi parte ‘Themis’, nuova missione Frontex nel Mediterraneo

Oggi, 1 febbraio 2018, è stata lanciata la nuova operazione dell’agenzia europea di frontiera Frontex riguardo il traffico di migranti nel Mediterraneo.

La nuova operazione Themis va a sostituire la spesso criticata operazione Triton, lanciata nel 2014.

L’annuncio della missione è arrivato con un tweet da parte dell’Agenzia europea delle guardie costiere e di frontiera.

La grande novità consiste nel fatto che mentre l’operazione Triton prevedeva lo sbarco dei migranti solo nello ‘Stato membro ospitante’, cioè l’Italia, con Themis i migranti salvati nel Mediterraneo centrale potranno essere accompagnati nel porto più vicino, a prescindere dal paese costiero in cui si trovi.

Se per noi italiani questo cambiamento è di grande interesse, e di certo rappresenta un passo avanti nell’ottica di ‘condivisione’ per la gestione dei salvataggi e degli sbarchi, non sembra essere questo il punto centrale nella nuova operazione.

Leggendo informazioni  direttamente sul sito di Frontex, l’elemento chiave di Themis è il fatto di rafforzare le misure di sicurezza per contrastare: ‘attività criminali come il traffico di droga attraverso l’Adriatico, foreign fighters,  gruppi criminali  e maggiore attenzione ai possibili combattenti di ritorno dalla Siria e dall’Iraq.

Themis  segna un deciso cambio di rotta ed è stata sostenuta dall’Italia, che fin da settembre aveva proposto la chiusura di Triton e il varo di una missione più coerente con le nuove rotte migratorie. Il Viminale ha espresso soddisfazione parlando di Themis come di ‘un esempio particolarmente significativo di effettiva solidarietà e cooperazione’ tra Stati membri e agenzie europee. Sottolineando che la missione contribuirà in maniera concreta a fronteggiare l’immigrazione clandestina ma, soprattutto, a contrastare le attività criminali e i tentativi dei terroristi di raggiungere l’Europa.

L’auspicio dell’Italia è che la nuova missione possa dare concreta applicazione alla legge del mare stabilita dalla convenzione di Amburgo, che finora è stata disattesa e ha costretto il nostro Paese a farsi carico di migliaia di barconi che avrebbero invece dovuto esser soccorsi da altri. Due, inoltre, saranno le nuove aree di pattugliamento individuate nel Mediterraneo: una ad est, da Turchia, Grecia e Albania; una ad ovest da Tunisia e Algeria. E la linea di pattugliamento sarà posta al limite delle 24 miglia dalle coste italiane, di fatto un arretramento rispetto a quanto accade oggi. Previsto inoltre un meccanismo di valutazione ogni tre mesi. Nel caso in cui i flussi migratori dovessero subire un cambiamento, verrà modificata sia l’area operativa sia le regole d’intervento.

L’Operazione Themis continuerà ad occuparsi come componente cruciale della ricerca e del soccorso, ma allo stesso tempo, avrà un’attenzione rafforzata sulle forze dell’ordine. La sua area operativa coprirà il Mar Mediterraneo centrale in particolare le acque che coprono i flussi provenienti da Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Turchia e Albania. Particolare peso verrà dato alla prevenzione nell’individuare il possibile ritorno di foreign fighters in Europa. La nuova missione prevede infine che il personale di Frontex continuerà ad operare in Italia assieme al personale delle forze di polizia per l’identificazione e il fotosegnalamento dei migranti.

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