Merkel ottimista su Grecia: lunedì possibile accordo

Angela Merkel  si dice positiva sulla possibilità di trovare un intesa  con gli altri patner europei, in merito alla questione greca. Per il cancelliere  tedesco,  è probabile che lunedì prossimo si trovi  un accordo sulla tranche d’aiuti che l’Eurodruppo dovrebbe concedere ad Atene.

“Ci sono chance, non si sa, ma ci sono chance che ci sia una soluzione lunedì possimo”, ha detto la Merkel sulle decisioni relative ad Atene. “I problemi, ribadisce Merkel, non si risolvono dall’oggi al domani. Questa voglia di una unica azione, di una mossa decisiva, di una verità non troverà risposta”, ha detto, ricordando che rispetto ad anni e decenni di inadempienze i problemi si risolvono adesso passo dopo passo.Nel caso di un’emergenza, se l'accordo venisse meno anche  al vertice di Bruxelles, il cancelliere promette un nuovo summit europeo sul bilancio all'inizio del 2013.

 

Slitta accordo sugli aiuti per Grecia. “Senza un accordo per la Grecia é a rischio la stabilità della zona euro”.  E’ il monito del premier ellenico Antonis Samaras,  che avverte i partner europei e l’Fmi, che hanno glissato di nuovo sugli aiuti alla Grecia. “I nostri partner e l’Fmi hanno il dovere di fare ciò su cui si sono impegnati”, ha detto.

Ed infatti i Paesi dell’Ue non hanno trovato nessun accordo sulla Grecia,  che dovrà aspettare il prossimo lunedì per gli aiuti (44 miliardi di euro sono le tranche in sospeso). “Non è stato possibile trovare un accordo oggi, ci riproviamo lunedi”, ha spiegato ieri il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker al termine della riunione durata quasi dodici ore e finita alle 5 del mattino, senza conferenza stampa, lasciando intendere che tutte le parti sono ancora troppo distanti da un’intesa per potersi presentare insieme alla stampa.

 Ma a destare maggiori preoccupazione la divisione tra Eurogruppo e Fondo monetario Internazionale, che assumono prese di posizione diverse per quanto riguarda la sostenibilità del debito greco. L’Eurozona sarebbe disposta a spostare in avanti di due anni i paletti di rientro dal debito, ora fissati al 120% da raggiungere nel 2020, mentre il Fmi non intende cedere. “Le nostre posizioni si sono avvicinate, ma continuiamo lunedì”, ha detto il direttore generale del Fmi Christine Lagarde al termine della riunione, convinta che la sostenibilità dei conti sia “la prima cosa”.

 “L’Eurogruppo ha identificato un pacchetto di misure credibili per contribuire in modo sostanziale alla sostenibilità del debito greco”, ha fatto sapere Juncker in un comunicato. Ma le trattative si sono interrotte “per consentire di approfondire alcuni elementi a livello tecnico.  In particolare i Paesi, e soprattutto la Germania, hanno bisogno di quantificare esattamente le misure per aiutare Atene a ridurre il debito, perché in quelle cifre sta il loro nuovo sforzo che dovrà essere approvato anche dai parlamenti nazionali. Aiutare Atene a ridurre il debito, oggi al 170% del pil e in rapida ascesa, significa per i Paesi creditori subire perdite sui titoli, dimostrando ulteriore ‘generosità’ nei confronti di un Paese che sostengono finanziariamente dal 2010. Inoltre, non c'é accordo nemmeno sull’altro punto in discussione: i ministri non sanno come colmare il ‘gap di 15 miliardi che si è creato a causa della loro precedente decisione di concedere due anni in più sul rientro dal deficit. E nuovi aiuti sono fuori discussione.

 

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