Lisa Ferlazzo Natoli con ‘WHEN THE RAIN STOPS FALLING’ di Andrew Bovell, dal 26 febbraio al 3 marzo, Teatro Argentina di Roma

 

 

Dal 26 febbraio al 3 marzo al Teatro Argentina

in scena il racconto intimo e distopico di When the rain stops falling, da un progetto di lacasadargilla

per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli. Una saga familiare, un viaggio nel tempo dalla struttura complessa e affascinante

per raccontare la storia di quattro generazioni di padri e figli, delle loro madri e mogli, i cui destini si sovrappongono in un intreccio di fili narrativi.

È così che il testo epico di Andrew Bovell, tradotto da Margherita Mauro, ci porta vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo –

alle soglie di un diluvio torrenziale che ha il sapore favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Paul Thomas Anderson

WHEN THE RAIN STOPS FALLING

Quando la pioggia finirà
di Andrew Bovell

da un progetto di lacasadargilla

regia Lisa Ferlazzo Natoli

traduzione Margherita Mauro

con Caterina Carpio (Gabrielle York-vecchia), Marco Cavalcoli (Gabriel York),

Lorenzo Frediani (Andrew Price), Tania Garribba (Elizabeth Perry in Law-vecchia),

Fortunato Leccese (Gabriel Law), Anna Mallamaci (Gabrielle York-giovane), Emiliano Masala (Henry Law),

Camilla Semino Favro (Elizabeth Perry in Law-giovane), Francesco Villano (Joe Ryan)

scene Carlo Sala – costumi Gianluca Falaschi – disegno luci Luigi Biondi – disegno del suono Alessandro Ferroni – disegno video Maddalena Parise

Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Due con il sostegno dell’Ambasciata d’Australia e Qantas

Mercoledì 27 febbraio (ore 17) in Sala Squarzina

presentazione del volume  When the rain Stops Falling di Andrew Bovell

Saranno presenti
l’autore Andrew Bovell, la traduttrice Margherita Mauro, lacasadargilla
Coordina Graziano Graziani

 

Dal 26 febbraio al 3 marzo in scena al Teatro Argentina la saga familiare di WHEN THE RAIN STOPS FALLING, da un progetto lacasadargilla, il nuovo spettacolo di Lisa Ferlazzo Natoli che porta sul palco il testo intimo e distopico del drammaturgo australiano Andrew Bovell. Una produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Due di Parma e con il sostegno dell’Ambasciata d’Australia e dellacompagnia aerea Qantas. Sta piovendo. Gabriel York aspetta l’arrivo del figlio ormai adulto, che non vede da quando questo aveva sette anni: «So cosa vuole. Vuole quello che tutti i giovani uomini vogliono dai loro padri. Vuole sapere chi è. Da dove viene. Dove sia il suo posto. E per quanto ci provi non so cosa dirgli». È questo l’inizio apparente, o forse l’epilogo, di una saga familiare che ci porta, vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo – alle soglie di un diluvio torrenziale che ha il sapore eccentrico e favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Paul Thomas Anderson. Storia delle famiglie Law e York: quattro generazioni di padri e figli, delle loro madri e mogli, il testo epico diAndrew Bovell, tradotto da Margherita Mauro, è un racconto costruito su un’affascinante struttura drammaturgica, dove i diversi fili narrativi, il graduale sovrapporsi delle temporalità e l’incrocio dei destini delle quattro generazioni, raccontano una corrispondenza così profonda tra le esperienze di ognuno da suggerire che negli alberi genealogici non vi siano ‘scritti’ solo i nomi dei protagonisti, ma anche i comportamenti, le inclinazioni, i desideri e gli errori. WHEN THE RAIN STOPS FALLING fa del viaggio nel tempo una vera e propria forma stilistica, senza usare l’espediente del flashback, ma piuttosto grazie a un’architettura narrativa nitida e complessa che si muove nello spazio e nel tempo della storia stessa. I personaggi da vecchi e da giovani entrano ed escono da un quadro all’altro, da un paesaggio all’altro, con un ritmo incalzante che l’autore introduce fin dalle prime pagine. È sul tempo stesso che ci si interroga, ‘piegandolo’ in avanti, per lasciare entrare il futuro e i suoi fantasmi; o, con improvvise ‘interferenze’, aprire il presente a squarci di passato.

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