Google è fallita per una maxi multa non pagata in Russia

La filiale di Google in Russia sarebbe pronta a dichiarare bancarotta a causa del sequestro i beni per oltre 15 milioni di dollari, pari a 1 miliardo di rubli. Grava sul bilancio la multa consegnata dalle autorità russe lo scorso dicembre pari a 7,2 miliardi di rubli (circa 116 milioni di dollari) per ciò che Mosca ha affermato essere una ripetuta omissione di cancellazione di contenuti considerati illegali. Poiché Google non ha pagato la multa, la Russia ha sequestrato i conti bancari.

Che Google e il Cremlino sarebbero giunti, prima o poi, ai ferri corti non è certo una novità. Infatti le pressioni della Russia sulla filiale del gigante di Mountain View sono state molto chiare già dallo scorso anno. Come riferisce Reuters, la società madre di Google, Alphabet Inc., ha avuto problemi per mesi prima che si arrivasse all’epilogo con il sequestro dei beni. Gli attriti hanno origine dal fatto che le autorità russe per mesi avevano richiesto la rimozione di contenuti ritenuti illegali da YouTube. Rimozione mai avvenuta e per cui fu comminata lo scorso dicembre una multa da 7,2 miliardi di rubli, incrementata di altri 506 milioni di rubli a causa di una tassa di esecuzione: la prima di questo genere in Russia sia per il tipo di ammenda sia per il valore economico. Google, però, nonostante tutto, ha fatto sapere che nel Paese continueranno a essere attivi i suoi servizi gratuiti tra cui YouTube, Gmail, Google Maps, Android e Google Play Store.

Google non può pagare o non vuole?

Con il sequestro dei beni Google ha affermato di non essere più in grado di pagare personale e fornitori. Personale che però al momento è tenuto fuori dalla Russia avendo Alphabet Inc. già trasferito i propri dipendenti subito dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

Eppure gli affari di Google, fino al 2021 non sembrano essere andati male: secondo le informazioni del database Spark che raggruppa le imprese russe, la filiale russa di Google ha dichiarato entrate per 134,3 miliardi di rubli. Ma Alphabet ha dichiarato il mese scorso che la Russia ha rappresentato l’1% delle sue entrate del 2021, ovvero circa 2,6 miliardi di dollari.

YouTube non chiude in Russia

Sebbene Google abbia sospeso le vendite di annunci pubblicitari in Russia assieme alla maggior parte di tutte le operazioni commerciali ha fatto sapere di non aver intenzione di fermare i suoi servizi gratuiti tra cui Gmail, Maps, Android e Google Play. E ovviamente YouTube, che secondo il governo russo può rimanere, a patto che sia reso innocuo e dunque non divulghi opinioni diverse dalla linea governativa.

Infatti, anche il Governo russo alcuni giorni fa ha dichiarato che non ha intenzione di bloccare YouTube nonostante le ripetute minacce e multe, riconoscendo che una tale mossa probabilmente causerebbe le proteste degli utenti russi e che quindi è da evitare.

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