Di Maio: Deficit al 2% non è un tabù

Saranno mantenute le promesse elettorali attraverso un ‘deficit positivo’. Tanto che il  2% del rapporto deficit-pil nel 2019 “non è un tabù ma sia chiaro che voglio affrontare questo tema con la massima responsabilità”. Il vice premier Luigi Di Maio, intervenendo ‘Circo Massimo’ su Radio Capital, parla della manovra finanziaria allo studio del governo. Il ministro del Lavoro dice che si “sta discutendo” per fare “più dell’1,6% di deficit-pil”, come circolato negli ultimi giorni attenendosi anche alle raccomandazioni del ministro dell’Economia. Probabilmente questa soglia sarà superata ma, precisa il capo politico dei 5S, “non è una sfida a fare deficit ma una sfida a mantenere le promesse per un paese migliore”. Per vederlo bisogna aspettare la Nota di aggiornamento al Def attesa domani in Cdm.

Per non alimentare ulteriori polemiche con l’Ue precisa che “siamo ben consapevoli che ci sono equilibri finanziari e conti da tenere in ordine e nessuno lo mette in discussione” ma “sui livelli del deficit dico: prima dobbiamo soddisfare le esigenze dei cittadini” con il reddito di cittadinanza e altre misure per avvantaggiare le fasce più deboli. Poi “in base a quella spesa facciamo tagli per esempio sugli sconti alle piattaforme petrolifere e alle banche”. Insomma un ‘deficit positivo’ come lo chiama lui, perché le misure che l’esecutivo Conte, per il vice premier, produrranno crescita anche negli anni a venire.

“Dal primo gennaio i pensionati minimi non dovranno avere meno di 780 euro al mese”, ha aggiunto Di Maio a Radio Capital. E continuando con slogan dice che “vogliamo fare una manovra che abolisca la povertà con pensione e reddito di cittadinanza, che aiuti le imprese con la flat tax e le sburocratizzazione, e abbia il superamento della Fornero”.

 

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