Crisi di governo, Renzi apre al dialogo. E fa una previsione

“Noi siamo disponibili come sempre, leggo dell’indisponibilità degli altri. Da noi nessuna preclusione, se si parla di contenuti e non di poltrone ci siamo”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi parla, dalle pagine del Messaggero, dello stato della crisi di governo da lui stesso avviata con le dimissioni delle ministre IV Bellanova e Bonetti.

Renzi è convinto che il premier Giuseppe Conte non abbia una maggioranza alternativa: “Secondo me senza di noi non hanno i numeri. Sono lontani da quota 161 al Senato. Hanno raccontato un loro auspicio come fosse la realtà”.

Secondo Renzi la caccia ai responsabili  non andrà a buon fine. Anche perché, ha aggiunto, “nonostante quello che hanno detto tutti i media a reti unificate io penso che tutti e diciotto i senatori di Italia Viva – PSI voteranno allo stesso modo”.

L’ex premier allontana anche le elezioni anticipate, spiegando che “è un’ipotesi che non esiste. La mettono in giro da Palazzo Chigi solo per impaurire qualche senatore col mutuo ancora da estinguere e dunque timoroso delle urne. Tecnicamente lo sanno tutti: si vota nel 2023“.

L’ex segretario del Pd dunque punterebbe ad un nuovo governo, con o senza Conte. Perché, spiega, se il premier non ottiene i voti al Senato “va al Colle, non a casa. A quel punto immagino che sotto la guida autorevole del Presidente della Repubblica in pochi giorni si potrà risolvere una crisi che per noi è una crisi sui contenuti, non sulle poltrone”.

Su questo, Renzi tira in ballo il segretario dem Nicola Zingaretti, che ha detto che “in questo anno e mezzo di governo sono stati commessi molti errori e ci sono state molte lentezze”.

“Condivido tutto quello che Zingaretti ha detto in questi ultimi mesi sul governo. Anche quello che ha detto ieri. È sempre interessante quando il segretario del Pd si produce in analisi politiche e non si limita a rilanciare i tweet di Casalino. E il suo giudizio sul ritardo del governo è ampiamente condiviso dal Paese, non solo dal sottoscritto”.

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