"Come promesso, ho telefonato pochi minuti fa al presidente Conte per annunciargli la lettera con le proposte della Lega per tutelare famiglie, lavoratori, imprese, commercianti, artigiani e partite IVA. (1/3) #CODVID19italia". Così il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, in un post pubblicato sul suo profilo Twitter, 25 febbraio 2020. TWITTER MATTEO SALVINI +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Coronavirus, l’appello di Salvini al premier: “Ascolti le nostre proposte”

Durante l’informativa del premier Conte in Senato Salvini nel suo intervento ha lanciato un nuovo appello al primo ministro: “In questo momento – ha precisato l’ex ministro dell’Interno – alla maggioranza chiediamo coraggio, visione e lungimiranza. Noi vi stiamo facendo delle proposte, vogliamo essere protagonisti ma se ci vuole spettatori, ce lo dica. Nel decreto ci sono degli errori e speriamo di essere ascoltati“.

 Nel suo intervento Salvini ha chiesto al commissario Arcuri di “dare delle risposte oggi, perché domani è tardi. Le Regioni non stanno ricevendo i materiali in qualità e quantità sufficienti. Diamo certezza a questo Paese, non miracoli“.

Il leader della Lega ha toccato anche la questione economica: “Serve rimandare tutte le tasse, come si può pensare che chi non incassa e non fattura possa pagarle? Commercianti, artigiani, partite Iva, milioni di lavoratori senza certezze, sono dimenticate. Servono garanzie su cassa integrazione, sospensione di mutui e affitti“.

Se questi soldi – ha continuato Salvini – non arriveranno, fra qualche mese la gente esce di casa, ma non per ringraziare. Il rischio di disordini è molto alto perché se uno non ha i soldi per andare a fare la spesa, magari un genitore, non mangia lui, ma non riesce a dare da mangiare a suo figlio, il problema c’è. Per questo motivo servono ulteriori misure economiche del Governo“.

E in conclusione arriva un nuovo appello al premier Conte: “Presidente non fate da soli e ogni tanto ammetta qualche errore. Non sarebbe segno di debolezza, ma di forza. Altrimenti non staremmo commentando oltre 7mila morti, a cui va il nostro pensiero“.

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