Conti Pubblici: l’Ue invia lettera a Roma. Manovra bis sempre più vicina

È in arrivo la lettera della Commissione europea al governo italiano in cui si chiederà chiarimenti sullo sforamento del debito pubblico. E Roma avrà solo 48 ore di tempo per rispondere all’Ue ed evitare, così, che i mercati continuino perdere fiducia nell’economia italiana con il conseguente innalzamento dello spread. Giovanni Tria dovrà spiegare il perché non è stata rispettata la regola del debito nel 2018, anno in cui il debito pubblico italiano, anziché diminuire in rapporto al Pil, è aumentato dal 132,2%, dal 131,4% del 2017, per via della crescita debole dell’economia italiana. La lettera conterrà l’entità della deviazione dagli impegni 2018 e 2019 e si parla di ben 11 miliardi di euro. Il Mef, non colto di sorpresa da questo cartellino giallo, sarebbe già pronto ad una risposta ‘politica’. “Il confronto con le istituzioni dell’Unione europea – dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetto – in particolare con la Commissione, costituisce un momento di raccordo nel quale l’Italia non si limita a recepire indicazioni provenienti dall’Ue. Al contrario è l’occasione nella quale le priorità dell’agenda politica italiana vengono coordinate con quelle dell’Unione”. “In questo senso il governo potrà aprire un confronto sulla congruità dei vincoli stabiliti rispetto alla situazione concreta”, ha aggiunto.

Però il dato certo c’è: tra il 2018 e il 2019 ci sarebbe stato uno scostamento finale dello 0,7%, circa 11 miliardi, rispetto agli obiettivi Ue. E questo a fronte di una richiesta di riduzione del deficit strutturale di 0,6 avanzata a maggio scorso dalla Commissione e di una promessa di taglio dello 0,3% fatta dall’Italia. Che tradotto significa una sola cosa: servirà una manovra  correttiva e, contemporaneamente, l’Italia dovrà contenere l’assedio dei mercati per non fare esplodere lo spreed. Una situazione, sicuramente, non piacevole a poche ore dall’esito delle elezioni europee con tutte le fibrillazioni che stanno investendo il governo gialloverde

Il 5 giugno, con ogni probabilità, verrà richiesta all’Italia una correzione dei conti se si vuole evitare che scatti la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Pierre Moscovici, che è in contatto continuo con Tria, fa capire che “misure aggiuntive potrebbero essere richieste” subito, mentre le sanzioni vengono sventolate solo come strumento di pressione. Il commissario preannuncia, insomma, la richiesta di una “manovrina”: si parla di 5 miliardi di euro che servirebbero a portare il sereno sui mercati e a frenare una sicura impennata dello spread. E questo deve avvenire entro settembre, prima che la manovra finanziaria inizi il suo iter. L’Italia ha una necessità impellente: deve scongiurare l’aumento dell’Iva. Ma non si comprende, anche alla luce di questo nuovo avvertimento dell’Ue dove saranno presi i soldi se la Lega, forte dell’affermazione elettorale, spingerà per l’approvazione della flat tax. Insomma la situazione non è bella e come spesso succede in questi casi viene ipotizzato un governo tecnico alla Monti per mettere i conti in equilibrio. Ma in questa fase di trapasso e travaglio delle istituzioni europee l’Italia ha bisogno di un governo forte e stabile che possa trattare con l’Ue non sempre da una posizione di inferiorità. Salvini e Di Maio si apprestano a giocare una partita più importante del voto alle europee: da loro dipende il futuro dell’economia italiana.

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