Economia, Brunetta (FI): “Il Tesoro terrà la barra dritta”

Ci ‘libereremo della zavorra dei tecnici’, dice Luigi Di Maio mentre il ministro tecnico Giovanni Triapromette fedelta’ alla Costituzione: ‘Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione, non di altri’. L’aria e’ tesa ma il responsabile economico di Forza Italia e amico di vecchia data del ministro dell’Economia assicura che Tria conosce bene i limiti degli spazi di bilancio in questo momento: “terra’ la barra dritta”. Fino a dove puo’ spingersi il ministro dell’Economia: “Con i tassi di crescita del 2018, che saranno tra l’1 e l’1,1 per cento e del 2019, molto probabilmente lo 0,9 per cento, un deficit sopra l’1,6 per cento, piu’ che un raddoppio rispetto allo 0,8 per cento previsto, comporta un aumento del rapporto debito/Pil, che e’ quello a cui guardano i mercati, e mette a serio rischio l’Italia”. Con oltre 5 milioni di poveri non possiamo guardare ai decimali, e’ l’obiezione politica dei 5 Stelle.

“L’unica risposta che si puo’ dare al Paese per far fronte al problema della poverta’, della disoccupazione, non e’ distribuire un reddito in deficit, un reddito che non si e’ prodotto, ma avere piu’ crescita. Altrimenti non fai che generare ancora piu’ poveri e disoccupati. Non conoscono i fondamentali dell’economia”. Non sono – continua – nella testa del ministro ma so che si comportera’ con scienza e coscienza e il Paese gliene sara’ grato: “Sopra l’1,6 per cento il rapporto debito/Pil aumenta e aumenta lo spread, diminuisce la fiducia degli investitori, scappano i capitali, la Borsa si deprime, il valore dei titoli in pancia alle banche diminuisce e le banche limitano il credito: tutto questo non fara’ altro che allargare la crisi”. Quando ha accettato l’incarico Tria sapeva che il contratto di governo aveva costi molto alti: “All’inizio di giugno, quando si e’ formato il governo, l’Italia non era in queste condizioni. Le aspettative sui tassi di crescita erano piu’ alte, non erano fuggiti 120 miliardi di capitali, la Borsa non aveva perso in capitalizzazione quasi 100 miliardi e lo spread non era ancora salito di 150 punti. Tutti risultati prodotti dal governo dei cigni bianchi e dei cigni neri, delle autocancellazioni del debito, delle sparate quotidiane sul non rispetto dei vincoli europei. Il governo deve cercare in se stesso la causa del peggioramento della credibilita’ del Paese”.

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