Riforma costituzionale e legge elettorale: Alfano, Bersani e Casini trovano l’accordo

Più poteri al premier e diritto di nominare e revocare i ministri, riduzione del numero dei parlamentari (500 deputati e 250 senatori), introduzione della ‘sfiducia costruttiva’ e superamento del bicameralismo perfetto. E nuova legge elettorale da varare entro la fine del 2012. Pierluigi Bersani, Angelino Alfano e Pierferdinando Casini hanno raggiunto l’accordo  sulle riforme durante un vertice alla Camera. I tre leader della ‘grande coalizione’ avrebbero definito anche il timing del percorso riformatore: si parte tra due o tre settimane e si termina entro il 2012 con, anche, una nuova legge elettorale. La riforma costituzionale, secondo l’agenda redatta stamattina, dovrebbe partire entro due, massimo tre settimane, dalla Camera dei Deputati. Al termine della prima lettura, che dovrebbe essere piuttosto veloce, visto che i testi verranno scritti a sei mani, dovrebbe essere incardinata anche la riforma della legge elettorale che tenga conto dei nuovi assetti. Poi, in autunno, seconda lettura dei ddl costituzionali e infine, a dicembre 2012, conclusione della discussione e varo della nuova legge elettorale. I tre leader che appoggiano il governo tecnico di Monti sono ora, più che mia, obbligati a varare la riforma costituzionale e una nuova legge elettorale perché sanno bene che è in gioco non solo la loro credibilità ma della stessa politica italiana. E le dichiarazioni rilasciate a caldo sono tutte intrise di sano ottimismo. “Oggi con Alfano e Bersani abbiamo raggiunto un’intesa sulle riforme costituzionali che, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari, apra una fase di autoriforma della politica”. Pier Ferdinando Casini, capo dell’Udc, intervenendo all’esecutivo nazionale allargato della ‘Rosa per l’Itialia’ ribadisce, dunque, la necessità di passare dalle parole ai fatti. “Abbiamo deciso di dare un segnale subito sulla riduzione dei parlamentari. Si apre una fase nuova, che ci consente di raggiungere nuovi traguardi: vogliamo passare così dalle parole ai fatti”. Sulla stessa linea il segretario del Pdl, Angelino Alfano. “Sulle riforme andremo avanti perché servono all’Italia. Pensiamo che l’Italia abbia bisogno di istituzioni più efficaci, con riflessi più pronti per rispondere alle esigenze della crisi. Le decisioni devono diventare subito operative e occorre la riforma delle istituzioni proprio per questo”. Riforme che saranno fatte entro la fine di questa legislatura, assicura Alfano. “Riteniamo che tutto ciò si possa fare anche nel corso della legislatura, prima che il governo compia il proprio compito. Pensiamo davvero di potercela fare”. Si dice ottimista anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Il confronto tra le forze politiche -sottolinea- si è avviato dopo una lunga fase di assoluta incomunicabilità; si stanno registrando delle importanti convergenze sia per la riduzione del numero dei parlamentari, sia per un diverso assetto del nostro sistema bicamerale; e necessariamente si dovrà dar corso anche ad un riforma della legge elettorale. Manca un anno e qualche settimana al termine della legislatura, i tempi – conclude Fini – ci sono se c’è la volontà politica di procedere”.

All’incontro di stamattina hanno partecipato anche il vicepresidente di Fli Italo Bocchino, il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, il responsabile Riforme del Pd Luciano Violante e Ferdinando Adornato dell’Udc.

 

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