Raisi: La ricetta di Fli per cambiare Parma

“Fli e il Terzo Polo assieme alle forze sociali pulite si candidano a guidare una Parma travolta da un ciclone giudiziario”. Enzo Raisi, deputato di Futuro e Libertà, alla vigilia del congresso di domani parla del futuro della città e del suo partito.

Il congresso provinciale di Fli rappresenta l’inizio di una nuova stagione politica in città. Quali saranno le idee fondanti di questo importante appuntamento politico. 

Vista la crisi della maggioranza che appoggiava il Sindaco Vignali per Futuro e Libertà si sono aperte grandi prospettive per rappresentare un centrodestra moderato che faccia dei valori della legalità, della meritocrazia e dello sviluppo economico i temi fondanti della propria azione politica.

Fli è una realtà politica “nuova”. I cittadini di una Parma travolta da un ciclone giudiziario come intende riconquistarli per riaccendere in loro la fiducia nella politica.

Intendiamo presentare una nuova classe dirigente che con un giusto mix tra novità ed esperienza sappia ridare fiducia alla politica parmense e soprattutto convincere gli elettori dell’area moderata che un partito diverso che li possa rappresentare all’interno del centrodestra sia possibile.

Fli è forza fondante del Terzo Polo. A Parma, alle prossima consultazione elettorale, questo blocco si presenterà unito ai blocchi di partenza esprimendo un candidato sindaco espressione dell’intera aggregazione politica.

Si, è nostra intenzione insieme agli amici di API e UDC, ma anche insieme alle altre forze civiche della città valutare le altre ipotesi di candidato Sindaco. E’ per questo motivo che a Roma abbiamo aperto un tavolo regionale per risolvere le questioni di Parma e Piacenza.

Fli con tutto il Terzo Polo rappresenta, in Parlamento, uno dei pilastri del nuovo esecutivo guidato da Mario Monti. Come forza politica sarete pronti a votare qualsiasi tipo di legge che il premier porterà in Aula o chiedete una “mediazione preventiva”.

Il Governo guidato da Mario Monti è nato per accelerare quel processo di modernizzazione di cui un paese come l’Italia fermo ormai da 20 anni ha bisogno. Condividiamo in pieno il discorso programmatico fatto dal Primo Ministro in occasione del voto di fiducia e se gli atti che lui porterà in Parlamento sono consequenziali a quanto ha illustrato nel suo programma di Governo in aula non sarà necessario nessun tipo di mediazione.

Secondo Lei l’esecutivo tecnico, in caso di via libera al referendum sul porcellum, dovrebbe dimettersi per ritornare alle urne con il mattarellum o il parlamento dovrebbe varare prima una nuova legge elettorale per poi ridare, comunque, la parola agli elettori. E nel caso che tipo di legge.

Premesso che in questo momento non considero la legge elettorale la priorità delle priorità perché prima è necessario salvare economia e lavoro, abbiamo tempo un anno e mezzo per pensarla e lavoreremo ad una nuova legge elettorale da approvare entro la fine del mandato.

 

 

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