Puglia: due fedelissimi di Emiliano arrestati per corruzione. Conte dice addio alla giunta

Nuova bufera politica e giudiziaria sulla Puglia: ai domiciliari i fratelli Alfonso, ex assessore regionale, ed Enzo Pisicchio. In tutto 7 le misure cautelari. Tra i reati contestati, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e per l’esercizio della funzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per Alfonso Pisicchio alcune accuse risalirebbero a quando era assessore della giunta Emiliano. Avrebbe utilizzato «la sua influenza politica e le sue relazioni, tramite suo fratello Enzo, per una gestione clientelare del suo ruolo, con favoritismi per ottenere consenso elettorale, mediante assunzioni nelle imprese favorite o avvantaggiate di persone che assicurano il voto e che avevano militato anche nel suo partito».

Nell’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla procura di Bari, coinvolti anche il broker Cosimo Napoletano, in carcere, il dirigente comunale Francesco Catanese e l’imprenditore Giovanni Riefoli ai domiciliari. Due le persone interdette dall’attività professionale. Ci sarebbe stata la predisposizione da parte di un broker assicurativo di false polizze fideiussorie. Altre polizze false, per due società, sarebbero servite ad ottenere finanziamenti. Nell’ordinanza, il gip parla di «mercimonio delle pubbliche funzioni piegate a vantaggio personale e privato». I due fratelli e il partito “Iniziativa democratica” avrebbero ricevuto «almeno 156mila euro».

La contestazione mossa sino al 2019 è finanziamento illecito ai partiti. Pisicchio in quel periodo era consigliere regionale e coordinatore del partito di cui suo fratello era presidente. Ad entrambi viene contestata anche la turbativa della gara d’appalto del comune di Bari per le attività di supporto alla riscossione della tassa sui rifiuti e sugli immobili. Avrebbero aiutato l’imprenditore, Giovanni Riefoli, ad avere informazioni utili: in cambio, Enzo Pisicchio avrebbe ricevuto beni (dal cellulare all’automobile) e l’assunzione fittizia della figlia. Per Alfonso l’assunzione di persone che «gli avrebbero garantito la preferenza elettorale».

Già a poche ore dagli arresti, erano arrivate le sue dimissioni da presidente dell’agenzia regionale Arti, con Emiliano che ha nominato un commissario al suo posto. Aprendo un piccolo giallo sulle tempistiche che ha scatenato le accuse di Mauro D’Attis (Forza Italia), vicepresidente Commissione nazionale Antimafia: «Emiliano ha commissariato Alfonso Pisicchio, che guidava l’Arti. Dopo poche ore, Pisicchio viene arrestato per corruzione. E’ evidente che Emiliano sapesse ciò che stava per accadere. Ergo, qualcuno lo ha avvisato. E questa è una cosa gravissima».

Giuseppe Conte non poteva sperare di meglio per alimentare la sua narrazione politica di paladino della moralità e della legalità, di fronte a un Pd invischiato in vicende di corruzione e voti “sporchi”. Il presidente del Movimento 5 stelle «la necessità di una svolta, continuare a mettere la testa sotto al tappeto non è più possibile». Dunque, una settimana dopo aver fatto saltare le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco e poi bacchettato Elly Schlein per non essere riuscita a liberarsi di cacicchi e capibastone, eccolo pronto a un altro colpo.

Conte dice addio a Michele Emiliano in Puglia. Il Movimento 5 stelle esce dalla giunta regionale a guida Pd, di cui faceva parte dal 2021. «Vogliamo dare una fortissima scossa, è il momento di fare pulizia e tabula rasa». Chiede al governatore un cambio di passo sul fronte della lotta al malaffare. Un «patto per la legalità» per «disinfestare la politica». Un «protocollo molto articolato» che, dice Conte, consegno a Emiliano.

Anche Sinistra italiana chiede discontinuità: in Puglia «bisogna azzerare tutto», avverte Nicola Fratoianni.

Conte vuole creare un assessorato alla Legalità e sottoscrivere con il governatore un codice etico o un protocollo per la trasparenza, con una serie di impegni vincolanti per assessori, consiglieri e futuri candidati. Una sfida al presidente pugliese, per evidenziare ancora una volta le mancanze su questo terreno da parte sua e del suo partito. Ma anche una nuova puntata dello scontro a distanza con Schlein: se voi non siete capaci di fissare regole e paletti, per evitare che certi scandali si ripetano, ci pensiamo noi.

«Stiamo leggendo pagine di politica che sono anche di cronaca giudiziaria che fanno tremare i polsi. Sono vicende da noi lontanissime. Non facciamo sconti al centrodestra e a Giorgia Meloni e alle forze che operano all’interno del nostro campo politico. Non ci possono essere due pesi e due misure. Vogliamo dare un’assoluta scossa, è il momento di fare pulizia, tabula rasa. Oggi vediamo qui a Bari dilagare le erbacce della cattiva politica. Le inchieste sono eloquenti, siamo per tutte le garanzie costituzionali, ma si sta estendendo la zona grigia. E quando c’è questo non ci può essere il M5S. Lasciamo i nostri posti in giunta, rimettiamo tutte le deleghe», ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in conferenza stampa nella sala stampa del Consiglio regionale della Puglia, a Bari.

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