Poliziotti chiedono la carità per comprare benzina per le volanti

Venerdì erano in piazza a gestire la sicurezza nella manifestazioni degli indignati e a rischiare la vita. Domani saranno nuovamente in piazza, ma questa volta poliziotti e vigili del fuoco sfileranno in corteo per protestare contro i tagli al comparto sicurezza. Le forze di polizia scenderanno in piazza davanti alla Camera, al Senato e nelle principali piazze delle città italiane per chiedere ai cittadini un contributo per acquistare carburante da destinare alle volanti e agli automezzi. Ai cittadini italiani sarà consegnato un facsimile di cedola con scritto: ‘Obbligazione per avere maggiore sicurezza, legalità e sviluppo’.

A Roma i poliziotti porteranno davanti ai palazzi del potere dei fusti di benzina vuoti per sensibilizzare i cittadini sulle carenze relative agli automezzi delle forze dell’ordine. Ai cittadini verrà chiesto di dare un contributo, anche piccolo, per comprare carburante necessario alle volanti e agli automezzi. Non verranno materialmente raccolti soldi, ma a tutti coloro che vorranno contribuire sarà consegnata una sorta di obbligazione con gli estremi del fondo assistenza del dipartimento di pubblica sicurezza dove versare la somma che si ritiene opportuna.

“La nostra mobilitazione si rende necessaria -spiegano in una nota gli organizzatori – perché il governo negli ultimi tre anni non ha tenuto fede ai vari impegni presi, riducendo i comparti sicurezza e soccorso pubblico sul lastrico. Appena tre giorni fa l’esecutivo ha tagliato altri 60 milioni di euro, nell’ambito del ddl stabilità, alle voci di bilancio destinate all’ordine pubblico e alle missioni”.

”In un periodo di grave crisi economica come quello che stiamo vivendo – continua la nota – quasi ci vergogniamo a chiedere un contributo economico ai cittadini, ma siamo davvero arrivati al game over”. Tra poche settimane termineranno gli ultimi buoni benzina necessari per le volanti e senza benzina per le auto i poliziotti non potranno più presidiare i quartieri della città. Insomma addio sicurezza. Per loro la responsabilità “è del governo che ci costringe a questa clamorosa manifestazione, che potrebbe essere solo la prima di una lunga serie”.

 

 

 

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