Una veduta di Palazzo Chigi dove è in corso un nuovo vertice di governo sul testo del decreto di Agosto, Roma 6 agosto 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

Milleproroghe, caos tra i partiti: l’ira di Draghi si abbatte sulla maggioranza

C’è aria di tempesta nel Governo. Il premier Mario Draghi, tornato da Bruxelles, ha preso parte alla cabina di regia a Palazzo Chigi nel corso della quale ha dato quella che qualcuno ha definito una “strigliata” alle forze di maggioranza. Secondo quanto si apprende  da alcuni partecipanti alla riunione, l’intervento del premier è stato una diretta conseguenza di quanto accaduto in commissione alla Camera sulle modifiche al dl Milleproroghe.

La scorsa notte la seduta delle commissioni non è stata delle più tranquille. Stando a quanto si apprende, il Governo è andato sotto quattro volte, mettendo a nudo la fragilità degli equilibri tra le forze di maggioranza.

Durante l’esame degli emendamenti al dl Milleproroghe, la maggioranza si è letteralmente spaccata. Diversi gli strappi: sono passati gli emendamenti riguardanti il dietrofront sull’Ilva, contro il parere dell’esecutivo, mentre Lega e Forza Italia – formalmente nel Governo – hanno votato insieme a Fratelli d’Italia – all’opposizione – sul tetto al contante, anche questo contro il parere contrario del Governo.

Il premier Mario Draghi ha quindi chiesto un chiarimento e ha riportato all’ordine i partiti.  Il presidente del Consiglio ha detto: “Il governo è nato per fare le cose, è stato voluto dal presidente Mattarella con questo obiettivo”.

Parole durissime quelle che il premier ha rivolto ai capidelegazione.  Niente decreto bollette, sì invece al bonus psicologo e avanti ancora per 3 anni con la sperimentazione sugli animali. Contro il parere dell’esecutivo sono passati anche gli emendamenti che prevedono il dietrofront sul tetto al contante, sulle graduatorie della scuola e sull’Ilva.

Lega e FI hanno votato con FdI una retromarcia sul contante: il tetto che dallo scorso 1° gennaio è sceso a 1.000 euro torna ora, per un anno, a 2mila euro. La modifica sposta infatti l’entrata in vigore della soglia più bassa dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023. La modifica, a quanto si apprendere, è passata per un solo voto con il parere contrario del governo.

Sarà ancora possibile, fino al 1° luglio 2025, procedere con la sperimentazione animale negli studi sugli xenotrapianti d’organo, vale a dire l’utilizzo di organi prelevati a esseri viventi di una specie diversa da quella del ricevente.

Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato una serie di emendamenti identici al dl Milleproroghe. Il testo originario del governo prevede la proroga solo per 6 mesi: l’esecutivo in commissione ha espresso parere contrario alle modifiche ed è stato battuto.

Ma nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera durante l’esame delle modifiche al dl Milleproroghe è stato così forte lo scontro che il premier Draghi, rientrato da Bruxelles, ha dovuto vedere i capidelegazione delle forze di maggioranza per richiamarle all’ordine, invocando coerenza all’azione di governo non solo sul Milleproroghe, ma anche su altri provvedimenti strategici.

“Non siamo qui per essere realisti. Siamo qui per essere idealisti”. Il governo è qui per fare cose e andare avanti, il Parlamento garantirgli i voti. Il governo è nato per fare le cose, è stato voluto dal Presidente Mattarella con questo obiettivo”.

Prima di incontrare i partiti Draghi ha espresso la sua posizione al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ma poi i capi delegazione hanno sollevato una questione di metodo “o gli incidenti saranno inevitabili”, dicono fonti interne. Ma Draghi avrebbe ribattuto richiamando l’esempio della Manovra, ricordando come, nonostante avesse coinvolto capigruppo, parti sociali e capi delegazioni più e più volte, le critiche sull’operato di Palazzo Chigi erano arrivate comunque.

Si prospetta all’orizzonte una crisi di governo? Ancora troppo presto per dirlo, e Draghi molto probabilmente cercherà di fare tutto il possibile per evitarlo, soprattutto ora che al Quirinale è rimasto saldo Sergio Mattarella.

Un invito alla coesione, dunque, ma anche alla concretezza, perché “così il governo non può andare avanti”, è il senso del discorso di Draghi. Un inciso che assume ancor più significato dopo che il premier ha incontrato il presidente Mattarella al Quirinale, per parlare della crisi ucraina e della stabilità del Governo.

In uno scenario di precari equilibri internazionali, il premier Draghi si dirigerà  personalmente a Mosca nei prossimi giorni per avere un colloquio col presidente Putin, al fine di percorrere la via della diplomazia ed evitare ulteriori escalation.

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