Meloni e Schifani e patto per la Sicilia da 6,8 miliardi di euro

Un patto da 6.8 miliardi di euro, con 580 interventi previsti e gli investimenti maggiori in direzione di ambiente e infrastrutture (Ponte sullo stretto in primis): è ufficiale la stipula dell’accordo sui Fondi sviluppo e coesione tra il governo regionale e quello nazionale, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e del presidente della Regione Renato Schifani.

“Abbiamo due grandi obiettivi: fare in modo che neanche un euro venga disperso, torni indietro, finisca impantanato nella democrazia o finisca nello scontro politico; e immaginare una nuova idea di sviluppo nel Mezzogiorno d’Italia”. Dal teatro Massimo di Palermo Meloni fa il punto sulla “storica firma”, così come l’ha definita il governatore siciliano Renato Schifani dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione della Sicilia.

“Io guardo le persone che ho davanti – prosegue il premier Meloni – conosco molto bene questa terra, in parte è anche la mia terra. Questa gente orgogliosa non chiede la carità ma di potersi misurare ad armi pari. Ed è quello che vogliamo garantire”. A proposito dell’accordo, lo definisce “finanziariamente il più significativo sottoscritto fino ad ora”. “Questo è il 18esimo accordo che firmiamo – aggiunge – Stiamo andando su tutto il territorio nazionale. Si tratta di risorse ingenti. È stato un lavoro molto lungo e complesso che abbiamo fatto giorno dopo giorno, in silenzio e con serietà, e che oggi ci regala un accordo strategico straordinario. Noi assegniamo complessivamente alla Regione Siciliana pari a 6,8 miliardi di euro, che comprendono 1,3 miliardi di euro destinati per leggeal Ponte sullo Stretto di Messina, e 237 milioni che erano stati dati come anticipo nel 2021, ci sono altri 2,9 miliardi di euro. La mole complessiva che noi stiamo liberando su questo territorio raggiunge quasi i 10 miliardi di euro. Penso che sia un segnale importante”.

“I fondi di coesione servono a combattere il divario e le disparità tra i territori, il più significativo dei divari tra nord e sud è determinato soprattutto dalla disparità infrastrutturale. Non avremmo potuto occuparci di questa materia senza affrontare la questione delle infrastrutture”, spiega ancora Meloni. Ecco perché “abbiamo previsto l’istituzione di un fondo di perequazione”, che “prevede l’obbligo di destinare il 40% delle risorse per le infrastrutture al Mezzogiorno”. “Ho sempre contestato il principio per cui la distribuzione della spesa infrastrutturale viaggiasse sulla base della popolazione: al Sud c’è il 34% della popolazione e quindi va il 34% di spesa infrastrutturale – dice ancora – Ma c’è un problema: al Sud c’è lo spopolamento e quello spopolamento è figlio anche e soprattutto dell’assenza di infrastrutture per cui, se noi continuassimo a legare la spesa infrastrutturale alla popolazione, avremmo oggettivamente un problema”.

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