Le ‘nozze d’oro’ degli ‘Ofidi’

Oggi voglio parlarvi degli Ofidi, gruppo musicale fondato nel 1966 dal chitarrista messinese Franco Romeo ma, principalmente, di come resta sempre attiva in un musicista la voglia di eseguire, fare e creare musica,  in questo lungo arco di tempo. Il segreto? Trasferirlo all’interno della famiglia, quasi fosse un Dna.

Originariamente gli Ofidi erano composti dai fratelli Dell’Acqua, da Romeo e dal cantante Caggegi. Questa la formazione dell’epoca: Giovanni  Caggegi, voce; Franco Romeo, chitarra; Mario Dell’Acqua, batteria; Pippo Dell’Acqua, basso; Santino Dell’Acqua, chitarraGiovani musicisti promettenti che provavano i brani durante la notte e si esibirono al Cantagiro dal 66 al 69unitamente ai Camaleonti, Gianni Morandi, Gino Santercole e nomi oggi celebriÈ insolito che un gruppo musicale resista insieme per un cinquantennio. Negli anni 60  si gettarono i semi della grande esplosione creativa che sconvolgerà la scena musicale mondiale. Le classifiche italiane sono dominate da Adriano Celentano, che fonda il Clan. Altri gruppi di amici formano  squadre creative, ma i  gruppi creati sono destinati a vivere per una sola stagione. I Nomadi, che si dichiarano,  e probabilmente lo sono,  la band più longeva del panorama musicale italiano, nascono  nel 1963. I Pooh, che nei primi tempi si chiamano Jaguars, nascono nel 1964.

In Italia l’Equipe 84 conobbe momenti di grande successo che da tempo sono scomparsi. Il caso Rolling Stones è unico per la popolarità dei suoi protagonisti,   un  gruppo sempre esistito, senza intervalli o pause di riflessione.

Il 40 per cento dei musicisti oggi hanno più di sessant’anni e  l’età media non era mai stata così alta. E molti di questi sessantenni fanno parte di gruppi che si sono rimessi insieme, magari dopo anni di separazione, per incassare e vivere di fatto  il dividendo della nostalgia. Ovviamente parlo non solo dei gruppi noti ma dei musicisti e gruppi sconosciuti al grande pubblico ma che non hanno mai smesso di intervallare la musica alla loro esistenza quotidiana  priva di spartiti.

Oggi gli Ofidi sono formati da Franco Romeo, chitarrista e commerciante; dal figlio Danilo Romeo, batterista e impiegato; Giancarlo Saccà bassista e avvocato: Gianfranco Di Pietro, tastierista e operatore sanitario; Luana Romeo, figlia di Franco, voce e imprenditrice edileMario Dell’Acqua, voce e insegnanteFranco Romeo fu attraversato dal vento di Woodstock partecipando al ‘Palermo Pop 70’, tre giorni di pace, amore e musica.  Un’adunata rock senza precedenti per Palermo: in viale del Fante soffiò il vento di Woodstock. Succede 48 anni fa, con un concerto da leggenda, con Duke Ellington, Aretha Franklin,  Arthur Brown, Johnny Halliday, Kenny Clarke, che si esibirono davanti a centomila giovani dal 17 al 19 luglio del 1970.

Fu  il trionfo della hippy generation con  300 artisti che scrivono una pagina di storia, fortemente voluta da Joe Napoli, manager americano di origini siciliane, e Silvana Paladino.

Un’esplosione di libertà mai vista con Artur Brown che  mentre si esibisce, abbassa i pantaloni, in pieno show. Un’esibizione che gli costa l’arresto e ci  ricorda l’analoga esibizione di  Jim Morrison, ‘Il re lucertola’  dei Doors.   Un’idea geniale: portare Woodstock a Palermo, in una città calda,  straripante di energia, che ribolliva di passione ed entusiasmo.

L’uragano del Sessantotto porta a Palermo il grande jazz e l’essenza del pop-rock internazionale. Notti senza fine tra jam-session ed altro dove partecipano  star mondiali ma anche prodotti nostrani come  Bobby Solo, Rossana Fratello,  Giuni Russo e i Ricchi e Poveri.

Gli Ofidi incidono due cd di musica propria con impronta rock, poi rivisitano,  per libera scelta,  nei concerti le cover note, sperimentano il blues ma, ancora oggi, suonano il rock. Nel corso degli anni la band ha cambiato formazione rimanendo comunque fedele allo spirito e al genere musicale che li ha sempre contraddistinti rendendoli la band storica più nota nel panorama musicale messineseIl 30 giugno si esibiranno alle ore 21 al Royal Beach di Sant’Agata di Messina

Roberto Cristiano

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