L’Aquila ricorda il sisma del 2006. Cialente: Vogliamo tornare a vivere

Il 6 aprile 2009 resterà una data indimenticabili per tutti gli abitanti de L’Aquila. La terra tremò alle 3.32 e porto giù con sé case e vite umane: 309 vittime, più di 1500 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati il tragico bilancio. Nel quarto anniversario di quel triste evento che sconvolse l’Abruzzo e il mondo intero l’Aquila ha voluto ricordare le 309 vittime con una fiaccolata notturna. Ma dopo quattro anni la ricostruzione delle aree colpite dal sisma è ancora ferma al palo per mancanza di fondi. E le polemiche tra autorità locali e governo centrale non si fermano. Il sindaco del capoluogo di regione, Massimo Cialente, è il più duro. “Ho cercato al telefono il premier Mario Monti e attendo che mi richiami per rinnovargli l’appello a stanziare subito dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila che, in mancanza di soldi, è condannata a morte”. Per far rinascere la città  basterebbe comprare due caccia F-35 in meno e restituire, così, la speranza di una nuova vita a L’Aquila. Invece no. Tutto questo non succede. “Se non arriveranno subito nuovi soldi, insieme alla certezza di altri finanziamenti per la ricostruzione, la città sarà condannata a morte”, sottolinea con amarezza il sindaco. Ed intanto la città inizia a svuotarsi. In quattro anni sono andati via più di sei mila persone, soprattutto giovani.

Gli aquilani chiedono semplicemente di poter tornare a vivere nelle loro terre. E Cialente lancia un “un appello agli italiani e alle italiane” a “starci vicino come fecero al momento del terremoto. Vogliamo che sappiano che questo per noi è un momento difficile proprio come i primi giorni post-sisma, perché viviamo una vita sospesa, fatta di precarietà assoluta e se dallo Stato non arriverà una risposta crollerà anche quel briciolo di speranza rimasta”.

“Gli aquilani sono pronti a grandi mobilitazioni” e “se l’Italia deciderà di uccidere la nostra città non ci riconosceremo più come italiani”. E la speranza di continuare a vivere è iniziata con veglia e una fiaccolata alla Memoria cui hanno partecipato più di 12 mila persone.

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