Internet va a fuoco: in fumo anche i dati della Banca d’Italia?

Il gravissimo incendio scoppiato nella notte tra il 9 e il 10 marzo che ha colpito il campus di Strasburgo di Ovh ha mandato a ‘fuoco’ un pezzo di internet di mezza Europa. Oltre 1.5 milioni di clienti oggi sono stati ‘oscurati’. Praticamente tutto i dati ospitati sulle macchine bruciate e che non erano preventivamente stati sottoposti a backup sono andati in fumo. Non esisterebbe una stima dei siti web o dei portali colpiti dall’incendio informatico ma diverse aziende, organizzazioni e blog hanno comunicato attraverso i social l’impossibilità di accedere ai propri servizi. Tra i nomi colpiti da questo black out comunicativo spicca il sito del Centre Pompidou e quello di VeraCrypt, un applicativo open source che permette di cifrare in modo estremamente sicuro i propri dati. Tra i siti italiani colpiti dall’incendio di Strasburgo c’è anche il Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica). E disservizi sono stati segnalati anche dal portale Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle entrate.

Ma secondo voci di corridoio potrebbe aver avuto serie ripercussioni anche il database della Banca d’Italia. Uno scacco matto alle Istituzioni che avrebbe dell’incredibile soprattutto alla vigilia della gestione dei soldi del Recovery Found. Anche perché non si comprende l’eventuale scelta di Bankitalia ad affidare la gestione di dati così importanti e sensibili ad una azienda straniera. In Italia esistono ed operano cloud ed aziende di riconosciuta competenza internazionale. Ma stanno filtrando notizie che potrebbero, eventualmente, scatenare una bufera internazionale su via Nazionale. Sembra che la struttura così cara all’attuale neo ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, si sia affidata ad una società con sede legale a Panama per gestire l’eventuale copia dei dati in possesso della Banca d’Italia, violando non poche norme europee e quelle relative ai paradisi fiscali. A questo si aggiunge anche la violazione delle norme sul trattamento dati personali ai sensi del Gdpr essendo andati in ‘fumo’. Per ora restano delle indiscrezioni che, se confermate, nelle prossime ore rischiano di provocare un vero e proprio terremoto tra via Nazionale e via XX Settembre.

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