Incidente nucleare in Russia, forte rischio radiazioni

L’incidente nucleare in Russia rischia di provocare una nuova Chernobyl. Gli accertamenti, infatti, hanno evidenziato la presenza di radiazioni gamma superiori da 4 a 16 volte rispetto alla norma a Severodvinsk, città che dista 40 chilometri dal poligono. La situazione sembra essere tornata alla normalità dopo circa due ore ma si teme una nuova strage come degli anni ’80.

 L’incidente nucleare in Russia è avvenuto giovedì 8 agosto in una base militare nel Mar Bianco. I primi accertamenti hanno evidenziato la presenza di radiazioni gamma superiori alla norma per circa due ore e mezza e poi i livelli sono ritornati alla normalità. Il bilancio di questo grave episodio è di due morti e il ferimento di altri sei. Un numero che è aumentato nei giorni successivi con l’agenzia statale russa per l’energia nucleare Rosatom che ha ammesso come a perdere la vita sono stati anche cinque dei suoi impiegati mentre altri tre sarebbero rimasti feriti. E inoltre è stato comunicato anche come si stavano facendo delle “ricerche e una delle direzioni su cui lavoravano era la creazione di piccole fonti di energia con l’utilizzo di materiali radioattivi“.

 L’incidente nucleare è stato subito paragonato a Chernobyl. L’editorialista di Bloomberg preferisce evitare similitudini che alla fine si potrebbero rivelare sbagliate: “Non bisognerebbe fare ipotesi neppure riguardo al minore e meno preoccupante degli incidenti nucleari. Né è ammissibile che ci vogliano giorni per ammettere che c’è stato un incidente radioattivo“. “Sebbene quel che è accaduto ad Arkhangelsk – continua – non sia una seconda Chernobyl, le autorità avrebbero dovuto fornire spiegazioni chiare. Altrimenti è irragionevole aspettarsi che la gente creda a un governo che tiene le sue carte così coperte e non per la prima volta“.

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