Il cuore in Siria

Il cuore in Siria

Il prossimo 21 febbraio a Palazzo della Filanda di Cornaredo si terrà un Incontro pubblico organizzato da il Cuore in Siria a Cornaredo, organizzato con il patrocinio del Comune di Cornaredo attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali e della Provincia di Milano. Interverranno Novo Umberto Maerna vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Claudia Ceniti e Paola Francia dell’associazione “Il cuore in Siria”,Susan Dabbous, giornalista italo-siriana che vive tra Beirut e Gerusalemme e collabora con molte testate italiane, tra cui il quotidiano “Avvenire” ed è stata la vincitrice della 13/a edizione del Premio Internazionale per la Libertà di Stampa Ist-Città di Firenze dall’associazione Information Safety and Freedom, Gaspare Urso giornalista, Andrea Iacomini quale portavoce dell’UNICEF Italia, Antonio Scordia quale rappresentante del coordinamento Medio Oriente e Nord Africa della Sezione Italiana di Amnesty International, Stefano Crespan di Ai.Bi. Amici Dei Bambini. L’incontro sarà moderato da Joshua Evangelista, direttore di Frontiere News. Ricordiamo che in quasi tre anni di guerra civile hanno perso la vita ,secondo l Osservatorio per i diritti umani in Siria ,125mila 835 persone di cui 44,381 civili, 6.627 bambini e 4.454 donne. Si aggiungono oltre 200 mila persone detenute nelle carceri. Si contano poi 2milioni e mezzo di rifugiati nei Paesi confinanti, di cui la metà sono bambini, 5,7 milioni di sfollati all’interno. Più di 3.700 bambini sono rimasti orfani. Questi numeri, purtroppo, sono destinati a crescere giorno dopo giorno. Solo ieri un numero imprecisato di civili è rimasto intrappolato ieri sotto le macerie di due edifici residenziali crollati in seguito a bombardamenti aerei provenienti dagli elicotteri del regime di Damasco. Intanto si sono fatti ancora più difficili i colloqui tra il governo e l’opposizione siriana a Ginevra ora che le discussioni hanno cominciato ad affrontare il tema del futuro politico del Paese. I colloqui, sospesi ieri, dovrebbero riprendere oggi, proprio mentre Damasco ha accusato gli Usa di impedire una soluzione armando i “terroristi”. Nemmeno sulle questioni umanitarie discusse nei primi giorni, che dovevano creare un clima di fiducia tra le parti, sono stati fatti passi avanti. Un convoglio di aiuti umanitari dell’Onu non ha ancora ottenuto il permesso di entrare nella città. Questo è quanto avevamo previsto in un nostro precedente articolo ed a Ginevra si sono create posizioni ferrate ed invalicabili tra le parti proprio nell’affrontare il tema del futuro politico del Paese. Nella conferenza stampa di fine giornata Lakhdar Brahimi ha spiegato di aver preso lui la decisione di annullare i negoziati del pomeriggio dopo che, in mattinata, i rappresentanti dell’opposizione avevano presentato le loro proposte per concretizzare quanto previsto nel cosiddetto ‘comunicato di Ginevra’. Con questo documento, nel giugno del 2012, le grandi potenze avevano sottolineato l’esigenza di un governo transitorio senza specificare il ruolo che dovrebbe avere il presidente Bashar al Assad. Dal canto suo Damasco ha presentato un documento sulla necessità di rinunciare al terrorismo. In pratica non si riesce ad intravedere una uscita.
Roberto Cristiano

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