I fantasmi di Basile di Emma Dante. Al via la VI edizione del festival Sempre più fuori

Nello scenario incantato dell’Accademia Tedesca di Roma, Villa Massimo, la sera del 6 luglio ha preso ufficialmente il via Sempre più fuori, festival multimediale che, sotto la direzione artistica di Antonino Pirillo e Giorgio Andriani, è tra i più focalizzati sui molteplici linguaggi della contemporaneità. Il programma abbraccia teatro, musica, danza, performance, cinema, letteratura e fotografia con una vocazione multidisciplinare tesa a favorire relazioni e contaminazioni tra pubblici e artisti nazionali e internazionali.

L’apertura ufficiale della VI edizione del festival ha visto in scena, dopo il debutto assoluto allaBiennale Teatro 2026, I fantasmi di Basile, il nuovo spettacolo della regista palermitana Emma Dante, presente tra il pubblico, recentemente premiata a Venezia con il Leone d’oro alla carriera per la sezione teatro nell’ambito della 54ª Biennale.

Lo spettacolo, come già altre produzioni di Emma Dante (La scortecata, 2017, Pupo di zucchero, 2021, Re Chicchinella, 2024) si ispira alle fiabe barocche raccolte nel pentamerone (50 storie per 50 giorni, come in Boccaccio) Lo cunto de li cunti del napoletano Giambattista Basile (1566-1632), letterato, poeta, cortigiano: si tratta della prima raccolta in Europa di fiabe popolari, alcune delle quali rappresentano la prima versione conosciuta delle famosissime Raperonzolo, Cenerentola, Il gatto con gli stivali, per dire.

Le fiabe di Basile, uno schiaffo al politically correct, sono scritte nella barocca lingua napoletana usata per il divertimento negli ambienti della corte più barocca di tutte; intrise di poesia, trasudano volgarità e umanità e“raccontano lessere umano con i suoi vizi e i suoi difetti” scrive la regista.

I fantasmi di Basile in scena all’Accademia tedesca si articola in tre racconti, frutto di studio e riscrittura di tre cunti dove, afferma ancora la regista, si intercetta “qualcosa di reale e contemporaneo, qualcosa che ci appartiene … nonostante l’architettura straordinaria che Basile costruisce con il linguaggio”.

ph. Andrea Avezzù

Affidato alle straordinarie qualità performative, attoriali e vocali di Carmine Maringola, Davide Mazzella e Simone Mazzella nello spettacolo confluiscono frammenti dei lavori precedenti in un unico affresco onirico. I personaggi di Basile tornano sul palco come entità spettrali che dialogano con le nevrosi e le amarezze della società contemporanea.

Il primo segmento della trilogia riporta in scena le due vecchie sorelle (dalla Scortecata) ossessionate dal maledetto vizio delle femmine di apparire belle: sole nella loro catapecchia, e brutte, non si sopportano ma sono indispensabili l’una all’altra. Per far passare il tempo in tanta miseria inscenano con volgarità e umorismo la favola del re che, ingannato dalla vista di un solo dito compulsivamente succhiato per renderlo liscio e giovane, finisce per giacere con una vecchia credendola giovanetta; scoperto l’inganno la lancerà dalla finestra ma quella tornerà da lui magicamente giovane per mano di fata… Suggestionata dalla vicenda, la più giovane delle due sorelle, novantenne,  chiede all’altra di scorticarla,  per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova.
Beato chi si è goduto Carmine Maringola e Davide Mazzella nei panni delle vegliarde.

ph. Andrea Avezzù

La seconda parte è Re Chicchinella, lo sciagurato sovrano che si ritrova nelle viscere la morbida gallina sprezzantemente un giorno usata per ripulirsi. Non c’è verso di liberarsene, quella si è sistemata come in casa sua e produce uova d’oro ad ogni sovrana evacuazione: la corte e la famiglia non hanno alcuna intenzione di privarsene. Il frammento è un vero e proprio horror corporale e satirico sulla solitudine dei potenti e sull’avidità degli umani.

Incredibile Carmine Maringola, re visceralmente imbarazzato e gallinescamente mimetico.

Ispirato a Pupo di zucchero, il terzo frammento vede la stanza vuota del protagonista (Maringola) popolarsi dei fantasmi dei suoi morti (immediato il richiamo alla palermitana Cripta dei Cappuccini, le cui figure sono riprese nella scenografia). Qui si esplora il lutto, si celebra la memoria e si è attraversati dal rimpianto del tempo passato e delle cose che sono state ma anche, forse, dall’illusione di poter sconfiggere la morte attraverso l’immaginazione.
Tutta questa intensità in un’ora di spettacolo.
È il marchio di Emma Dante, sul palco, tra gli applausi, con i suoi attori.

ph. Andrea Avezzù

Credits:
I fantasmi di Basile
Emma Dante

6 luglio
Accademia tedesca Villa Massimo

interpretato da Carmine Maringola, Davide Mazzella, Simone Mazzella.

Presentato per la prima volta a Roma nell’ambito di
Sempre più fuori
festival multidisciplinare di teatro, musica, danza,
performance, cinema, letteratura, fotografia
VI edizione

direzione artistica Antonino Pirillo  e Giorgio Andriani

– 17 luglio 2026 – Roma
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
Cimitero Monumentale del Verano 
Goethe-Institut Rom 
Spazio Rossellini/Atcl

Lorena Monguzzi

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