Feste religiose: stop a fermate sotto case dei boss

Stop a spese folli per assoldare cantanti. No all’usanza di ‘attaccare denari’ alla statua del Santo, alla raccolta di offerte e alle fermate durante la processione per gli spettacoli pirotecnici. Ma soprattutto divieto assoluto di ‘fermata’ nei pressi delle abitazioni di camorristi, boss e malavitosi. La Conferenza episcopale campana ha messo nero su bianco le nuove e più stringenti norme che dovranno essere seguite nello svolgimento delle feste religiose. I vescovi della Campania stilando il nuovo vademecum, molto più ferreo rispetto alle consuetudini del passato, hanno voluto evitare che si potesse continuare a ‘pensare’ a quel velato connubio tra festa religiosa e malavita organizzata. ”Noi come Chiesa ci assumiamo la piena responsabilità di ciò che è pietà popolare, di ciò che è realtà ecclesiale e pastorale, per altre manifestazioni la responsabilità compete alle istituzioni civili”. Con queste parole il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, vuole sottolineare proprio la distanza tra la Chiesa e la camorra, in un territorio dove la malavita organizzata la fa da padrona. Sarà compito del parroco vigilare sulla corretta applicazione delle nuove norme decise dai Vescovi campani perchè avrà il dovere di costituire il comitato organizzatore, le cui scelte devono essere sottoposte al Vescovo. In questo modo, sottolinea Sepe, “garantiamo come Chiesa che l’organizzazione della festa è affidata a persone che non sono legate o vicine alla camorra”. Evitando le ‘fermate’ sotto o nei pressi delle case dei boss si eviterà il ripetersi dei casi, come accaduto per San Catello a Castellammare di Stabia (Napoli) e a Parete, nel Casertano, per la processione di Maria Santissima della Rotonda. Nel caso in cui vengano ravvisate irregolarità la processione religiosa può essere addirittura sospesa. Le nuove regole dovrebbero, insomma, scongiurare che le feste religiose diventino oggetto di conquista dei clan. Il documento stilato dai Vescovi campani stabilisce anche che parte delle offerte ricevute in occasione della festa devono essere utilizzate per gesti di carità e per migliorare le condizioni delle chiese. Tra pochi giorni le nuove norme saranno comunicate a tutti i parroci della Campania.

 

 

 

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