Giovedì 9 luglio, Spazio Rossellini (via della Vasca Navale 58, Roma): vasto e curatissimo contenitore dove si ha la sensazione che tutto possa prendere vita. Un posto accogliente e magico anche, ma non solo, per l’artista cui è intitolato e che qui ha girato suoi film, restituito alla città dalla Regione Lazio dopo un’importante ristrutturazione.
È una delle sedi di Sempre più fuori, il festival multimediale (teatro, musica, danza, performance, cinema, letteratura e fotografia) giunto alla VI edizione e sotto la direzione artistica di Antonino Pirillo e Giorgio Andriani.
In scena Dad or alive del duo padovano BumBumFritz.
Questi artisti hanno vinto il Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico al Premio Scenario 2025. I direttori artistici, nella presentazione, raccontano del loro immediato innamoramento per il duo, portato a Roma qualche anno fa.
L’atmosfera della sala, i pochi, geometrici arredi nel buio della scena, le parole della presentazione alzano l’aspettativa quasi a livello ansia.
Ma bastano pochi minuti, e siamo sedotti pure noi.
Il tema dello spettacolo è la complessità del diventare genitori oggi, tutte le contraddizioni tra il desiderio di una nuova vita, le ricche sfumature del nostro egoismo e la realtà di un pianeta in declino verticale, di un futuro che si profila critico e difficile da immaginare.
Con un ritmo incalzante e una narrazione leggera, Dad or alive affronta con intelligente ironia il terrorismo mediatico, l’inverno demografico, la paura della sostituzione etnica, la politica pro-vita ossessionata da chi non è ancora nato e ignara dei diritti di chi nato lo è già, l’istinto di trasmettere qualcosa di sé e il dubbio di aggiungere un’altra esistenza in un mondo in crisi.
Si intrecciano storie personali, dati statistici e confessioni in un percorso fatto di parole, musica elettronica dal vivo e corpi dei performer che diventano superfici per il videomapping, con una drammaturgia che invita a riflettere sulla possibilità stessa della genitorialità, tra desiderio, responsabilità e fragilità.

Mettere al mondo un figlio oggi è coraggio o incoscienza?
Diventare genitori è ancora un sogno possibile o un peso insostenibile?
Ecoansia, precarietà, desiderio, paura: non è solo “voglio un figlio?”, ma “in che mondo crescerà?”.
In Dad or alive parola, suono e luci vivono insieme.
Il testo e la musica dialogano, non si sovrappongono. Condividono tempo, respiro, pause, in un continuo contrappunto, e reciprocamente si amplificano.
Synth, sample e loop creano uno spazio sonoro dove il battito elettronico misura la tensione, apre e chiude i quadri, dilata o trattiene l’attesa. La musica è drammaturgia.
Grande lavoro di programmazione e pre produzione; audio, effetti e musica gestiti e triggerati live utilizzando due controller: un pad per lanciare ritmi, effetti e sequenze e una tastiera a due ottave per melodie, armonie, arpeggi. Bluetooth per muoversi liberamente e tasti retroilluminati per un fantastico effetto scenico (credits: Mauro Angeletti).
Anche la luce, proiettata sui performer con effetti dinamici continuamente variati, è parte integrante e necessaria dell’equilibrio scenico.

Rafforza segni, parole e immagini e, allo stesso tempo, amplifica i gesti musicali, con un effetto ipnotico continuamente sorprendente.
La scena è totalmente buia durante tutta la performance e le luci e i frammenti video oltre che sui corpi dei performer, in t shirt e pantaloni bianchi, sono proiettate anche sugli apparati tecnici e sugli oggetti di scena.
A terra (lo si vedrà solo alla fine, a palcoscenico illuminato) geroglifici di segni indispensabili a guidare il preciso posizionamento di uomini e cose per luci che continuamente si spostano, cambiano, pulsano.
Voce, elettronica live e proiezione creano un dispositivo scenico perfettamente integrato.
On stage Fritz (Giovanni Frison) compositore, autore, performer e sound designer, e Bumbum (Michele Tonicello) attore, autore e performer. Accordati, precisi in tutti gli attacchi – numerosi e resi complessi dalla velocità di esecuzione – generosissimi nell’offrire corpi e azioni al ritmo sostenutissimo dei 70 minuti di spettacolo.

Chiudono dichiarando fiducia nella possibilità di far germinare semi buoni nella devastazione ambientale che ci siamo costruiti. È L’ unica risorsa, ormai.
Il pubblico, giovanissimo, li ha travolti di applausi.
Giovanissimo, a conferma che se forma e sostanza sanno intercettare temi urgenti e linguaggi della contemporaneità il teatro è vivo, eccome se è vivo.
Spoiler: torneranno a Roma, a inizio novembre, Carrozzerie n.o.t. Ora lo sapete.
Credits
uno spettacolo di BumBumFritz
con Michele Tonicello e Giovanni Frison
scritto e diretto da Giovanni Frison
da un’idea di Michele Tonicello
musica, luci, videomapping e live electronics Giovanni Frison
movimenti scenici Stefania Borella tecnica del suono Christian Reale assistenza video Riccardo Nicolin
assistenza tecnica Matteo Nicolin, Massimiliano Chinelli, Luca Scotton
postproduzione musicale Max Trisotto
produzione Cranpi, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, La Corte Ospitale, Pergine Festival, BumBumFritz
con il sostegno di Scenario ETS, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, Teatro Biblioteca Quarticciolo
grazie a Babilonia Teatri, Francesca Macrì, Massimiliano Chinelli
Lorena Monguzzi
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