Da Moreno a Moreno, ancora una volta ci condannano gli arbitri

Da un arbitro a un altro, da un Moreno a un altro. L’Italia saluta il Mondiale ma oggi come allora così fa male perché più che i meriti altrui ci estromette una condotta arbitrale che, campanilismo a parte, è scandalosa. È Marco Antonio Rodriguez Moreno il protagonista di questo Italia – Uruguay che ci vede fuori dal Mondiale. Più di Godin, risolutore col suo colpo di testa, più di Suarez, ancora una volta incredibilmente protagonista di un morso, ma non punito. Potremmo stare a discutere di tattica, episodi, occasioni, sostituzioni, ma oggi pesano come macigni le due decisioni arbitrali che ci condannano. Al 59′ Marchisio va in contrasto con Arevalo Rios. Un contrasto di gioco, duro, maschio ma non cattivo. Assolutamente! Ma viene incredibilmente espulso. Non è finita perché all’80esimo Suarez morde sulla spalla Chiellini, Moreno non vede, non tira fuori il cartellino e un minuto dopo Godin ci punisce. Troppo per non sentirsi defraudati, derubati, vittime di un’ingiustizia. Salutiamo il Mondiale, ci siamo estromessi o quasi con la Costa Rica, ma oggi non lo meritavamo, di certo non così. Veniamo alla partita, se può avere un senso, perché comunque è giusto raccontarla. Il primo tempo è molto tattico e bloccato dove a prevalere è la paura di subire un gol che, da una parte o dall’altra, comprometterebbe tutto o quasi. L’Italia fa girare palla ispirata più da Verratti che da Pirlo ma in avanti Balotelli, ammonito e nervoso, e Immobile si vedono poco o nulla. Al 12′ arriva la prima occasione con la solita “maledetta” di Pirlo con Muslera che interviene un po’ goffamente e il pallone che finisce sopra la traversa. Al 26′ l’Italia si affaccia di nuovo in area uruguiana con un destro da fuori di Barzagli che quasi diventa un assist per Immobile, appostato al limite dell’area piccola ma anticipato all’ultimo momento da un difensore, e sempre l’attaccante del Borussia spara alto dal cuore dell’area un pallone obiettivamente difficile. È l’Italia a fare la partita pur senza forzare o incidere ma al 32′ rischiamo grosso. Buffon è super con un doppio intervento su Suarez e soprattutto su Lodeiro con l’Uruguay che arriva pericolosamente in area con una serie di scambi veloci al limite mentre l’Italia protesta perché Balotelli è a terra colpito duro. SuperMario, come detto prima ammonito e a rischio doppio giallo, non torna in campo sostituito da Parolo. Centrocampo rinforzato ma perdiamo gran parte del nostro peso offensivo.  Al 50′ brivido in area azzurra con Cavani che, affrontato da Bonucci, va giù ma l’arbitro lascia correre col Matador che protesta. Situazione al limite perché Cavani si lascia cadere ma Bonucci lo tocca. Facciamo fatica ad uscire e al 58′ Cristian Rodriguez ci grazia calciando fuori davanti a Buffon ma i problemi devono ancora arrivare: Marchisio viene espulso! Lo abbiamo detto prima, decisione esagerata e inconcepibile che rovina tutto per l’Italia perché in dieci uscire dalla metacampo è quasi un’impresa titanica e ancora Buffon ci salva, almeno per il momento, con un miracolo su Suarez che al 59′ si presenta a tu per tu col capitano azzurro che è un gatto nell’andare giù e deviare il tiro del “Pistolero”. Prandelli manda in campo Cassano per Immobile per scelta e Motta per Verratti ma questa volta per necessità perché il piccolo centrocampista del Psg, autore di una grande partita, accusa problemi al polpaccio. Dicevamo di Moreno che già si era eretto a protagonista al 59′ con l’incredibile espulsione di Marchisio, lo diventa ancora di più all’80esimo non vedendo il morso di Suarez a Chiellini.  È la beffa massima per l’Italia che un minuto dopo subisce il gol con la solita incornata di Godin. Ci proviamo con i nervi e con la rabbia ma ci manca lucidità e soprattutto ci manca peso in avanti col solo Cassano che può fare davvero poco. Veniamo eliminati, come quattro anni fa usciamo al girone ma così non va, così non è giusto! Ancora un arbitro Moreno ci condanna, forse più dei nostri demeriti legati a una condizione fisica approssimativa, a due partite, soprattutto quella del Costa Rica, non degne del nostro blasone, a delle scelte che molti non hanno capito, sia in fase di convocazioni che nelle scelte partita dopo partita perché ci siamo presentati a questo Mondiale con una formazione stravolta. Al di là di tutto e dei processi che scatteranno da subito, con la seconda eliminazione consecutiva alla fase a gironi, contro Costa Rica adesso e Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia allora, abbiamo toccato il punto più basso della nostra storia calcistica.

Sebastiano Borzellino

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