Crosetto: ‘Il governo può essere messo a rischio solo dall’opposizione giudiziaria’

«Questo governo può essere messo a rischio solo da una fazione antagonista che ha sempre affossato i governi di centrodestra: l’opposizione giudiziaria»: lo dice al Corriere della Sera Guido Crosetto. Il ministro della Difesa, intervistato da Paola Di Caro, precisa: «Non mi sorprenderebbe, da qui alle Europee, che si apra una stagione di attacchi su tale fronte. A me raccontano di riunioni di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni”. Siccome ne abbiamo visto fare di tutti i colori in passato, se conosco bene questo Paese mi aspetto che si apra presto questa stagione, prima delle Europee…».

«Perché ci sono le Europee, e tutti i partiti hanno necessità di mantenere spazi di visibilità. Il partito di maggioranza è sempre quello che subisce di più: quando era Forza Italia, con Berlusconi, ne ha dovuti inghiottire tanti di bocconi amari… Ora tocca a noi», risponde il cofondatore di Fratelli d’Italia. Non manca una riflessione sul Pnrr: «Ho scritto a Fitto in un messaggio subito dopo l’approvazione: sei stato molto bravo, non ne avevo dubbi, ma adesso la mia preoccupazione è se il tessuto burocratico, industriale, privato sarà davvero in grado di tradurre in opere i piani».

Il vero pericolo per il governo? “L’opposizione giudiziaria. A me raccontano di riunioni di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a ‘fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni’”. Le parole del ministro Guido Crosetto fanno esplodere un caso politico che scatena, come prevedibile, la reazione dei giudici e dell’Anm e gli attacchi delle opposizioni. Ma il titolare della Difesa non si sottrae e conferma tutto, dicendosi pronto a riferire quanto detto nell’intervista al Corriere della Sera anche in Parlamento.

Crosetto, dopo le polemiche scatenate dalla sua intervista, torna sulle sue parole, sostiene di non aver fatto alcun attacco alla magistratura e si dice disponibile a riferire quanto sa in commissione Antimafia o al Copasir. I temi sarebbero troppo delicati per l’aula. A stretto giro arriva la richiesta di un’audizione urgente da parte del Pd. Fonti della presidenza della commissione Antimafia replicano che la richiesta “sarà valutata” quando verrà formalizzata. La data è quella di martedì, oggi, quando è prevista la riunione dell’ufficio di presidenza della commissione.

Intanto, tra i più duri, ci sono gli esponenti di Azione. “Un Ministro non può riferire di complotti di magistrati senza denunciarli in modo specifico e circostanziato. Non siamo al bar dello sport”, dice Carlo Calenda sui social.

E Crosetto replica: “”Tabacci e Calenda dicono cose tipo: chiacchiere in libertà, cose da bar sport, se fosse vero Crosetto dovrebbe agire di conseguenza. L’ho fatto. Ho parlato al Corriere ed ho detto di essere pronto a riferire in Parlamento ciò che mi è stato riportato. In democrazia si fa così”.

“L’indipendenza della funzione giurisdizionale è il fondamento di una moderna democrazia liberale”, sono le parole contenute in un documento unitario approvato all’unanimità dall’Assemblea dell’associazione nazionale magistrati che si è svolta  a Roma. “Siamo consapevoli dell’importanza del tema dell’imparzialità della magistratura, oggetto del prossimo congresso e continueremo a richiedere alle altre istituzioni serietà, equilibrio e continenza al fine di garantire l’indipendenza della funzione giurisdizionale“, si legge nel documento. Un caso dunque destinato a protrarsi, almeno nelle intenzioni delle opposizioni che oggi hanno sferzato il titolare della Difesa per le sue parole, con l’eccezione di Matteo Renzi : “Se il Ministro della Difesa dice certe cose, sicuramente non parla a caso”. Ma poi attacca: “La riforma della giustizia è sparita dal radar per volontà di Giorgia Meloni. La vera domanda è: caro Guido, perché la Meloni ha bloccato la riforma? Di cosa avete paura?”. E lo stesso richiamo arriva da Forza Italia: “L’auspicio è che la conseguenza naturale sia che ci occupi della riforma della giustizia. Forza Italia c’è e ha chiesto da tempo di metterla in campo perché è la priorità”, sottolinea l’azzurro Alessandro Cattaneo.

«Questo governo può essere messo a rischio solo da una fazione antagonista che ha sempre affossato i governi di centrodestra: l’opposizione giudiziaria»: lo dice al Corriere della Sera Guido Crosetto. Il ministro della Difesa, intervistato da Paola Di Caro, precisa: «Non mi sorprenderebbe, da qui alle Europee, che si apra una stagione di attacchi su tale fronte. A me raccontano di riunioni di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni”. Siccome ne abbiamo visto fare di tutti i colori in passato, se conosco bene questo Paese mi aspetto che si apra presto questa stagione, prima delle Europee…».

«Perché ci sono le Europee, e tutti i partiti hanno necessità di mantenere spazi di visibilità. Il partito di maggioranza è sempre quello che subisce di più: quando era Forza Italia, con Berlusconi, ne ha dovuti inghiottire tanti di bocconi amari… Ora tocca a noi», risponde il cofondatore di Fratelli d’Italia. Non manca una riflessione sul Pnrr: «Ho scritto a Fitto in un messaggio subito dopo l’approvazione: sei stato molto bravo, non ne avevo dubbi, ma adesso la mia preoccupazione è se il tessuto burocratico, industriale, privato sarà davvero in grado di tradurre in opere i piani».

Il vero pericolo per il governo? “L’opposizione giudiziaria. A me raccontano di riunioni di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a ‘fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni’”. Le parole del ministro Guido Crosetto fanno esplodere un caso politico che scatena, come prevedibile, la reazione dei giudici e dell’Anm e gli attacchi delle opposizioni. Ma il titolare della Difesa non si sottrae e conferma tutto, dicendosi pronto a riferire quanto detto nell’intervista al Corriere della Sera anche in Parlamento.

Crosetto, dopo le polemiche scatenate dalla sua intervista, torna sulle sue parole, sostiene di non aver fatto alcun attacco alla magistratura e si dice disponibile a riferire quanto sa in commissione Antimafia o al Copasir. I temi sarebbero troppo delicati per l’aula. A stretto giro arriva la richiesta di un’audizione urgente da parte del Pd. Fonti della presidenza della commissione Antimafia replicano che la richiesta “sarà valutata” quando verrà formalizzata. La data è quella di martedì, oggi, quando è prevista la riunione dell’ufficio di presidenza della commissione.

Intanto, tra i più duri, ci sono gli esponenti di Azione. “Un Ministro non può riferire di complotti di magistrati senza denunciarli in modo specifico e circostanziato. Non siamo al bar dello sport”, dice Carlo Calenda sui social.

E Crosetto replica: “”Tabacci e Calenda dicono cose tipo: chiacchiere in libertà, cose da bar sport, se fosse vero Crosetto dovrebbe agire di conseguenza. L’ho fatto. Ho parlato al Corriere ed ho detto di essere pronto a riferire in Parlamento ciò che mi è stato riportato. In democrazia si fa così”.

“L’indipendenza della funzione giurisdizionale è il fondamento di una moderna democrazia liberale”, sono le parole contenute in un documento unitario approvato all’unanimità dall’Assemblea dell’associazione nazionale magistrati che si è svolta  a Roma. “Siamo consapevoli dell’importanza del tema dell’imparzialità della magistratura, oggetto del prossimo congresso e continueremo a richiedere alle altre istituzioni serietà, equilibrio e continenza al fine di garantire l’indipendenza della funzione giurisdizionale“, si legge nel documento. Un caso dunque destinato a protrarsi, almeno nelle intenzioni delle opposizioni che oggi hanno sferzato il titolare della Difesa per le sue parole, con l’eccezione di Matteo Renzi : “Se il Ministro della Difesa dice certe cose, sicuramente non parla a caso”. Ma poi attacca: “La riforma della giustizia è sparita dal radar per volontà di Giorgia Meloni. La vera domanda è: caro Guido, perché la Meloni ha bloccato la riforma? Di cosa avete paura?”. E lo stesso richiamo arriva da Forza Italia: “L’auspicio è che la conseguenza naturale sia che ci occupi della riforma della giustizia. Forza Italia c’è e ha chiesto da tempo di metterla in campo perché è la priorità”, sottolinea l’azzurro Alessandro Cattaneo.

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