Crediti superbonus, spunta il bollino blu: di cosa si tratta

Governo al lavoro per salvaguardare gli esodati del superbonus: le ipotesi al vaglio

Nessuna proroga per il Superbonus 110% con il Governo che ha bocciato in più occasioni e senza mezzi termini la misura senza possibilità di appello. La conferma è arrivata nelle scorse ore dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che al question time alla Camera ha ribadito che “non è intenzione del governo procedere alla proroga delle misure relative agli interventi nelle forme finora conosciute”.

Crediti incagliati, spunta il bollino blu

“In merito all’impatto macroeconomico positivo dell’agevolazione in esame – ha aggiunto Giorgetti rispondendo ad un quesito del M5S – occorre precisare che se anche diverse istituzioni, associazioni e centri di ricerca hanno concordato sul carattere espansivo del Superbonus e delle altre misure di incentivazione edilizia, gli stessi studi hanno sottolineato come le valutazioni di impatto di tali misure siano soggette ad un ampio margine di incertezza. Ciò è confermato dalla significativa variabilità dei risultati prodotti”.

“Inoltre – ha proseguito –, non può tralasciarsi che l’eventuale contributo positivo alla crescita deve essere necessariamente analizzato alla luce dei costi per il loro finanziamento. Come ogni politica pubblica essa deve essere sottoposta a una rigorosa analisi costi-benefici” . Del resto, a mettere la pietra tombale sull’intervento ci aveva pensato la stessa Premier definendolo “un disastro” che “era scritto “malissimo” e ha prodotto “la più grande truffa ai danni dello Stato”.

Di che si tratta

Intanto, al MEF si lavora ad una possibile soluzione per salvaguardare gli esodati del superbonus. Tra le ipotesi allo studio, spunta la creazione di una nuova certificazione, il cosiddetto “bollino blu” che verrebbe apposto dal Fisco con l’obiettivo di migliorare le chance di vendita dei crediti nati prima dei provvedimenti antifrodi, varati a partire da novembre del 2021. Come ricostruito da Il Sole 24 Ore, il correttivo – ancora in fase embrionale ma che ruoterebbe attorno a una serie di verifiche documentali – sarebbe chiamato a risolvere problematiche legate alla scarsa commerciabilità dei crediti fiscali che si sono formati prima delle strette assestate, nei mesi, dagli ultimi governi.

E come funzionerebbe

Ad esempio, i bonus facciate comunicati tra il 2020 e il 2021:  crediti che nessuno vuole più acquistare, a causa di scarsi controlli e un alto tasso di truffe. Per rimetterli in circolazione, l’idea è che agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza svolgano in maniera preventiva una serie di controlli che di norma farebbero dopo la cessione. L’idea è di fare in modo che i bonus risultino “bollinati” dal Fisco così da incoraggiare e tranquillizzare i potenziali acquirenti

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