Camusso: “Ammortizzatori sociali dal 2017, ma Governo chiarisca su risorse”

Tre ore di confronto tra il ministro Elsa Fornero e le parti sociali, durante le quali il Governo ha mostrato caparbietà nell’intento di raggiungere un’intesa a tutti i costi. ” Serve la consapevolezza che la riforma non serve ad accontentare il governo o qualche partito” ma è per “il bene del Paese”, ha ribadito il Ministro del Lavoro, che ha poi delineato i punti  salienti della riforma degli ammortizzatori: “estendere le tutele a 12 milioni di lavoratori, allargandole ai quasi otto milioni di esclusi, senza gravare sulla fiscalità generale ma puntando su un sistema assicurativo-contributivo”, ha chiarito la Fornero.

“Bene gli obiettivi ma non c’é chiarezza sulle risorse”, replicano i sindacati, al cui interno aleggia il timore di una “diluizione delle protezioni oggi in campo per allargare la platea senza avere nulla in più da spendere”. “Anzi, il ministro ha indicato che continuare ad utilizzare le risorse che già ci sono é un suo obiettivo personale” e che “non poteva parlare a nome del governo”, ribatte il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

“Il Governo non può permettersi di dire che siamo noi a non volere i cambiamenti”, risponde secca la Camusso, sottolineando che “tutto gira intorno al nodo delle risorse e su questo non sono state date risposte chiare.

La riforma verrà presentata nel dettaglio, dalla Camusso, il prossimo primo marzo. I sindacati dichiarano di essere d’accordo sul fatto che “bisogna includere, allargando la platea, ma – avverte Camusso – quello che non può succedere è che si dia poco o nulla a chi oggi non ha tutele, e che per farlo si tolga molto a chi invece le ha. Il Governo deve dirci quali sono le risorse e come distribuirle, altrimenti sembra che qualcuno vuol fare una riforma tagliando le prestazioni invece che allargarle”.

“Una situazione di stallo, dunque “perché ancora si attendono risposte alle stesse domande” incalza  Susanna Camusso,che tuttavia riconosce un  lato positivo all’incontro con il Governo: “Aver acquisito un principio di gradualità, per il quale la riforma “andrà a regime dopo una transizione di cinque anni, nel 2017”. “Credo – dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – che il governo responsabilmente debba dire con chiarezza quali sono i suoi obiettivi, e debba sorreggerli con i numeri”.

Per Angeletti, il ministro deve chiarire “chi avrà diritto ad accedere al nuovo sistema universale di ammortizzatori, quante risorse ognuno potrà percepire e per quanto tempo”. “Solo queste risposte” – avverte – “ci diranno se la sua proposta migliorerà le condizioni”. Sulla stessa linea Giovanni Centrella per l’Ugl: “Ancora non è chiaro cosa il governo intenda fare, per questo va ancora incalzato per avere risposte”.

 

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