Bruxelles proroga di 6 mesi il pacchetto di aiuti di Stato all’Italia per crisi. Scadenza al 30 giugno 2024

La Commissione europea proroga di sei mesi  alcune misure del Quadro temporaneo di aiuti di Stato per le crisi e la transizione, per consentire agli Stati membri Ue di continuare a concedere aiuti limitati alle imprese contro gli elevati prezzi dell’energia. Dopo aver consultato i Ventisette governi lo scorso 6 novembre, la Commissione europea ha adottato il  20 novembre la modifica al quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in caso di crisi e transizione introdotto durante la crisi energetica dalla Russia per prorogare fino al 30 giugno 2024 due disposizioni: la possibilità per i governi di concedere aiuti di importo limitato e gli aiuti per compensare i prezzi elevati dell’energia.

La Commissione europea in una nota spiega che con la proroga gli Stati membri potranno “mantenere i loro regimi di sostegno per coprire il prossimo periodo di riscaldamento invernale come rete di sicurezza nel caso in cui alcune aziende continuino a essere colpite dalle perturbazioni economiche causate dalla crisi”. La bozza di proroga trasmessa ai governi a inizio mese proponeva di prorogare il regime di soli tre mesi, fino alla fine di marzo, mentre la proposta finale allunga la proroga fino alla fine di giugno.

Giorgia Meloni accoglie  ‘con soddisfazione la decisione o della Commissione europea di estendere fino a fine giugno 2024 alcune delle misure previste dal Quadro Temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato:  Questa decisione, tra le altre cose, consentirà al Governo italiano di continuare a sostenere le imprese e i lavoratori, soprattutto le donne, i giovani e le fasce sociali più bisognose, soprattutto nelle zone del Mezzogiorno d’Italia che ancora devono riguadagnare competitività, aprendo al contempo la possibilità di lavorare con la Commissione europea per la futura definizione di misure più mirate e di carattere più strutturale per stimolare la crescita e la capacità di attrarre investimenti nelle nostre Regioni del Sud’.

In realtà, l’Italia è tra i Paesi dell’Ue con meno spazio fiscale che quindi, nei mesi scorsi, ha chiesto a più riprese la creazione di un Fondo di sovranità per l’industria verde e compensare i finanziamenti che non è in grado di mobilitare per la transizione. Si apre così  la possibilità di lavorare con la Commissione europea per la futura definizione di misure più mirate. E di carattere più strutturale per stimolare la crescita e la capacità di attrarre investimenti nelle nostre Regioni del Sud. Si tratta di un ulteriore tassello, accanto alla creazione di una Zes unica, per accrescere la competitività e le opportunità di sviluppo economico del nostro Mezzogiorno e dell’intero Paese.

Anche il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, commenta con favore la decisione di prorogare di 6 mesi alcune misure del Temporary Framework. ‘Una misura temporanea chiesta dall’Italia per continuare a sostenere i lavoratori più fragili e le imprese che investono nel Mezzogiorno’, scrive il ministro su X.

‘Il quadro temporaneo di crisi e transizione è stato uno strumento fondamentale che consente agli Stati membri di fornire il sostegno urgentemente necessario alle imprese in tempi di shock economico eccezionale’, commenta il commissario europeo responsabile per la politica di  concorrenza, Didier Reynders: ‘Ha dimostrato che la Commissione è disposta e in grado di utilizzare, ove necessario, tutta la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato’.

La Commissione europea sta valutando in queste settimane se e quali misure di emergenza adottate durante la crisi energetica, come il price cap, debbano essere prorogate oltre la scadenza di fine anno. Al vaglio tutta la legislazione di emergenza introdotta durante la crisi energetica attraverso l’articolo 122, come il regolamento per la solidarietà (con cui è stato istituito il meccanismo per gli acquisti congiunti di gas) e il regolamento sul meccanismo di correzione del mercato, l’ormai celebre tetto al prezzo del gas (‘price cap’) mai finora applicato. Nei prossimi giorni è attesa una proposta anche su questo, nell’ottica di farla approdare al Consiglio Energia che si terrà il 19 dicembre.

E’ possibile che a incidere sulla decisione della Commissione europea sia stata l’insistenza di alcuni Paesi dell’Ue, come la Germania e la Francia, più inclini a sposare la logica degli aiuti di stato per affrontare le crisi. La Commissione europea per ora sceglie di non prorogare oltre la scadenza di fine anno le altre due misure che rientrano nel Quadro temporaneo sugli aiuti di stato introdotto durante la crisi energetica dalla Russia, ovvero il sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati e le misure volte a sostenere la riduzione della domanda elettrica. Le sezioni del Quadro che riguardano la transizione verso un’economia a zero emissioni , necessaria per decarbonizzare ulteriormente l’economia europea e accelerare la sua indipendenza dai combustibili fossili non sono interessate dalla modifica odierna e rimarranno disponibili fino a quando 31 dicembre 2025.

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