Ballottaggio in Sicilia: Ragusa è a Cinque Stelle

Ragusa diventa a cinque stelle. Il nuovo sindaco del capoluogo siciliano è Federico Pizzitto del Movimento 5 Stelle. Al ballottaggio ha sconfitto, con un distacco di quaranta punti percentuali, Giovanni Cosentini, vicesindaco uscente sostenuto dal centrosinistra. “Ragusa a 5 Stelle! Federico Piccitto ha vinto e con lui tutti i cittadini ragusani”, con questo messaggio su twitter Beppe Grillo celebra la vittoria  del candidato del M5S alle comunali di Ragusa. Ma in Sicilia a vincere è l’astensionismo: nei sedici comuni chiamati per il turno di ballottaggio delle amministrative, tra i quali 3 capoluoghi (Messina, Siracusa e Ragusa), la percentuale di elettori che si è recata alle urne è pari al 46,19% con un calo del 21,72%. Il record negativo spetta a Siracusa, dove ha votato il 35% degli aventi diritto (a fronte del 66,2% del primo turno) con un calo del 31,2%. Segno meno anche a Messina con il 45,81% (-24,41%,) e Ragusa ferma al 49,10% (-14,39%).

Centro sinistra diviso a Ragusa. La vittoria che fa più rumore in questo turno di ballottaggio è la vittoria del candidato a 5 Stelle Federico Pizzitto e la spaccatura del centro sinistra. “La vittoria di Piccitto a Ragusa, sostenuto anche da Sel e liste civiche in chiara discontinuità con il sistema di potere dell’attuale deputato Di Pasquale, segna il fallimento di un centrosinistra che decide – commenta Erasmo Palazzotto deputato nazionale e coordinatore regionale di Sel Sicilia – di appaltarsi ai transfughi del Pdl e che non è capace di mettersi in sintonia con la voglia di cambiamento che i Siciliani hanno espresso con questo voto”. Ma a far rumore è stata anche la decisione di Valentina Spata, dirigente locale dei Giovani democratici, di votare per il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Francesco Piccitto, ‘snobbando’ quello ufficiale sostenuto dal centrosinistra, Giovanni Cosentini. Una scelta che secondo la giovane democratica sarebbe stata condivisa anche da altri sostenitori del Pd, ma che le sarebbe costata l’espulsione dal partito. Una epurazione che è stata smentita da Enzo Napoli, coordinatore dell’Esecutivo regionale del Pd. “Preciso e ribadisco -dice- che non ho mai pensato, né, peraltro, ne avrei la competenza, di espellere nessuno”.

 

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