Agricoltori in rivolta contro la Ue, non contro il governo italiano

Agricoltori in rivolta in mezza Europa con  proteste contro Francia, Germania e Paesi Bassi, con  la protesta degli agricoltori nei confronti della burocrazia europea, che  arriva anche in Italia. A Palazzo Chigi  guardano la protesta con attenzione.  L’ultima nota informativa a cura dell’ufficio studi di FdI è dedicata proprio alla mobilitazione degli agricoltori contro il caro carburante e soprattutto contro il nuovo Green Deal europeo.

Il documento di FdI fa chiarezza sulla mobilitazione degli agricoltori: proteste contro Ue e non contro il governo.

La protesta, si legge nel documento, «ha assunto diverse sfumature a seconda dei Paesi». Ma mentre in Germania e Francia queste manifestazioni «si sono trasformate in mobilitazioni anti-governative, appoggiate dai partiti nazionalisti (Afd in Germania, Rassemblement National in Francia)», in Italia «questa componente è pressoché assente», osserva FdI, anche perché «il governo italiano è stato sin dall’inizio particolarmente sensibile alle rivendicazioni del comparto, schierandosi contro l’approccio ideologico alla transizione verde».

La nota informativa di FdI cita il diverso trattamento riservato dagli agricoltori al ministro italiano dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, del partito liberale: ad Avezzano, in Abruzzo, Lollobrigida ha rivendicato che l’Italia «è stato il primo Paese a vietare la carne sintetica», ed «è stato applaudito dai manifestanti». Mentre durante la manifestazione dei trattori a Berlino Lindner «è stato duramente contestato».

Segue poi l’elenco dei principali provvedimenti adottati dal governo in materia di agricoltura: dai benefici sul carburante agricolo, al già citato stop alla carne sintetica. Dal no dell’Italia alla direttiva sugli imballaggi «che indebolisce il modello del riciclo», al raddoppio dei fondi del Pnrr per le filiere agricole. Passando per il via libera del governo all’intervento delle regioni «per ridurre la popolazione dei cinghiali», quando «il suo eccesso è dannoso per agricoltura o sanità pubblica».

Intanto la protesta degli agricoltori prosegue e non mancano le tensioni,  come accaduto al casello autostradale di Orte sulla A1, dove i manifestanti si sono radunati con alcuni trattori, un blitz impedito dall’intervento delle forze dell’ordine. In un comunicato FdI ha stigmatizzato «gli sgradevoli episodi» verificatisi nel corso della protesta. Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Ambiente della Camera. Il capogruppo di FdI alla Regione Lazio Daniele Sabatini. E la presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio, Valentina Paterna, pur riconoscendo «l’importanza delle preoccupazioni degli agricoltori» hanno condannato «senza riserve le azioni di violenza, come il bruciare delle bandiere delle associazioni di categoria con Coldiretti». Infine, gli esponenti di FdI hanno invitato gli agricoltori «a perseguire il dialogo costruttivo per far valere le loro legittime istanze».

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