Verso un’Europa geopolitica

L’invasione russa dell’Ucraina ha dato il via ad una nuova fase storica, contrassegnata dallo spostamento del baricentro verso l’Europa dell’Est. I governi occidentali invece continuano ad avere un atteggiamento di sufficienza ‘sopportazione’ e stentano a rendersi conto del nuovo contesto geopolitico che si è delineato . Ma la realtà supera anche la supponenza e la presunzione che spesso si accompagna ad una cronica miopia . Lo stesso Cancelliere tedesco in un suo discorso di qualche giorno fa ha detto che il centro dell’Europa si sta spostando ad Est. La crescita dell’economia avviene in modo crescente ad Est e l’Ue dovrà accogliere i Paesi dei Balcani e anche l’Ucraina. Si andrà a comporre un’Europa diversa da quella di oggi e i Trattati che regolano i rapporti tra gli Stati aderenti, necessiteranno inevitabilmente di modifiche . Ed e’ alquanto bizzarra la proposta di Macron di creare un’area perimetrale esterna all’Ue che dovrebbe inglobare tutti quei Paesi che hanno fatto richiesta di entrare. Una sorta di area di parcheggio di lunga sosta. Una sorta di Purgatorio dove questi Paesi dovrebbero espiare tutti i peccati per accedere al ‘Paradiso’ . Ma i tedeschi che hanno di fatto , dal punto di vista economico, colonizzato gran parte dell’Europa dell’Est hanno un’opinione totalmente diversa . Scholz e’ più che mai convinto che e’ là geopolitica ad imporre lo spostamento verso Est. Del resto come non ci rende conto che con l’invasione russa dell’Ucraina i Paesi più esposti alle mire aggressive di Putin sono tutti quei Paesi satelliti dell’ex Unione Sovietica, liberati dopo la caduta del muro di Berlino e l’annullamento del Patto di Varsavia. Quindi Lettonia, Estonia, Lituania , Polonia, Romania e Repubblica Ceca rappresentano le trincee a difesa dell’UE. E’ dal 2014, dall’ invasione della Crimea, che questi Paesi avevano lanciato l’allarme circa le ambizioni di conquista dello Zar Russo. Ma ad Occidente hanno fatto orecchio da mercante, perché la Russia rappresentava un affare da non perdere, sottovalutando o facendo finta di non accorgersi dell’aggressività del Cremlino. Berlino, oggi, cerca di tracciare il nuovo corso dell’Europa, battendo i pugni sul tavolo, sottolineando che a decidere non siano solo i Grandi Paesi , ma l’adesione all’UE dovrà essere il risultato di una condivisione politica e geopolitica con gli stessi Paesi dell’Est. In sostanza la Germania non nasconde il suo vecchio amore per l’Europa dell’Est ma nel contempo richiama l’Ue ad una riflessione sui Trattati ormai non più al passo con i cambiamenti che rapidamente si stanno susseguendo. E soprattutto dovrà essere messo definitivamente nel cassetto quella sorta di vademecum prescrittorio che si vuole imporre allEst.

 Andrea Viscardi

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