Usa, commissione Congresso su 6 gennaio: “Da Trump tentato golpe”

L’ex presidente Usa Donald Trump orchestrò l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio dello scorso anno in un “tentativo di colpo di stato”. E’ quanto affermato alla prima riunione della commissione d’inchiesta del Congresso sugli eventi. Liz Cheney, vicepresidente repubblicana della commissione, ha affermato che Trump ha “acceso la fiamma di questo attacco”. Bennie Thompson, democratico, ha affermato che la rivolta ha messo in pericolo la democrazia americana. I sostenitori di Trump presero d’assalto il Congresso il 6 gennaio 2021 mentre deputati e senatori erano riuniti per certificare la vittoria elettorale di Joe Biden. Dopo quasi un anno di indagini, la commissione della Camera , a maggioranza democratica, ha le udienze pubbliche ieri sera mostrando clip delle interviste che ha condotto con le persone della cerchia ristretta di Trump. È stato mandato in onda il filmato della testimonianza dell’ex procuratore generale degli Stati Uniti Bill Barr che affermava che le dichiarazioni dell’ex presidente secondo cui le elezioni erano state rubate sono infondate. “Non possiamo vivere in un mondo in cui l’amministrazione in carica rimane al potere sulla base della sua opinione, non supportata da prove specifiche, che ci sia stata una frode nelle elezioni”, ha affermato l’ex procuratore generale. E’ stata anche mostrata una registrazione della testimonianza di Ivanka Trump, la figlia dell’ex presidente, che affermava di “accettare” il diniego di Barr della teoria del complotto di suo padre.

Prima dell’apertura dei lavori ieri sera – la prima delle sei udienze previste per questo mese – Trump ha liquidato la commissione come una “bufala politica”. L’ex presidente ha pubblicamente accennato a un’altra corsa alla Casa Bianca nel 2024 e ha ripetuto le che elezioni del 2020 sono state viziate da brogli di massa. Thompson, presidente del comitato e deputato del Mississippi, ha dichiarato aprendo l’udienza: “Il 6 gennaio è stato il culmine di un tentativo di colpo di stato, un tentativo sfacciato, come disse uno scrittore poco dopo il 6 gennaio, di rovesciare il governo. La violenza non è stata casuale. È stata l’ultima resistenza di Trump”. Cheney, vicepresidente del comitato e deputata del Wyoming, ha dichiarato: “Coloro che hanno invaso il nostro Campidoglio e hanno combattuto per ore contro le forze dell’ordine erano motivati da ciò che il presidente Trump aveva detto loro: che le elezioni erano state rubate e che lui era il legittimo presidente. Il presidente Trump ha chiamato la folla, ha radunato la folla e ha acceso la fiamma di questo attacco”.

Caroline Edwards, il primo agente di polizia ferito nell’attacco, ha testimoniato di essere stata chiamata “traditrice” e “cane” dai rivoltosi prima di perdere i sensi. Ha descritto in seguito di aver incontrato in mezzo alla folla un agente “di un pallore spettrale”, Brian Sicknick, che è morto il giorno dopo l’attacco dopo aver subito due ictus. “Scivolavo sul sangue delle persone”, ha detto l’agente Edwards ricordando la “scena di guerra” e i “combattimenti corpo a corpo”. “Mai mi sarei sognata che come agente di polizia, come agente delle forze dell’ordine, mi sarei trovata nel mezzo di una battaglia”, ha aggiunto. Anche un regista di documentari britannico, Nick Quested, che stava seguendo i Proud Boys, un gruppo di estrema destra, il giorno dell’attacco, ha fornito prove, descrivendo la sua sorpresa per la rabbia e la violenza degli “insurrezionisti” scatenati. Quattro persone sono morte il giorno della rivolta del Campidoglio degli Stati Uniti: una donna disarmata uccisa dalla polizia e altre per cause naturali. Più di 100 agenti di polizia sono rimasti feriti. Altri quattro ufficiali in seguito si sono suicidati.

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