TODIMMAGINA: Un festival, non un cluster

Todimmagina, il festival di Fotografia che si sarebbe dovuto svolgere a Todi dal 16 al 25 ottobre, è stato rinviato alla prossima primavera a causa del Covid-19. Chiediamo al suo direttore artistico, Marcello Mencarini, di parlarci di questa decisione e del futuro dell’evento.

Todimmagina sarebbe dovuto iniziare il 16 ottobre. Tu hai preferito rinviarlo, anche se i contagi non sono così alti in Italia rispetto ad altre parti d’Europa come Francia, Belgio, Gran Bretagna… Perché questa decisione così drastica?

Innanzitutto non sono stato io a decidere di rinviarlo, o meglio l’ho deciso io insieme al gruppo di collaboratori che ha partecipato a costruirlo. Eravamo tutti d’accordo. E poi c’era anche un’ordinanza della regione Umbria che sconsigliava di fare questo tipo di manifestazioni. Lo so, Todi è un’isola felice, i contagi sono pochi e i cittadini hanno un approccio responsabile con questa pandemia. Ma pubblico ed autori sarebbero arrivati da tutta Italia: Milano, Napoli, Roma, Venezia… Tra mascherine, gel disinfettanti e ingressi contingentati non si sarebbe  respirata l’aria di un festival. Nella vita ho partecipato per lavoro o come spettatore a tanti di questi eventi. È una dimensione che io amo molto perché si incontrano persone, nascono nuove idee, nuove amicizie… insomma, l’atmosfera è molto stimolante. In questo caso il clima sarebbe stato diverso. Sono certo che io e  gran parte del pubblico avremmo vissuto l’evento con paura, con ansia, con il desiderio di vederlo concluso per mettere fine a un possibile rischio di contagio. Non l’avremmo vissuto come un festival, ma come un potenziale cluster.

 

Non pensi che con questo atteggiamento estremamente prudente si limitino non solo le attività culturali, ma la possibilità stessa di una vita sociale? Forse proprio adesso servirebbe un po’ di coraggio…

È vero che il rischio che dici tu c’è. Anzi, a livello teorico io temo che la politica, la scienza, il cosiddetto “potere” possa prendere a pretesto il virus per abituare la gente a vivere sotto controllo, senza la possibilità di scegliere, accettando passivamente decisioni che vengono dall’alto. Gli esseri umani si abituano a tutto e questo potrebbe diventare molto pericoloso. Ma, diciamolo una volta per tutte, il virus esiste. Non ne posso più dei vari negazionisti che continuano a dire che è tutto inventato. Non è che andando contro le regole imposte si risolve il problema. Il problema si risolve sul piano politico, prendendo coscienza che c’è questo pericolo e lottando perché l’esercizio di questo potere venga limitato il più possibile, magari anche contribuendo per tutto quello che possiamo ad arginare quella pandemia che ne giustificherebbe l’eventuale abuso.

 

Così facendo però, per combattere questo possibile abuso lo si subisce in pieno, finendo con l’alimentarlo… In altre parole, non sarebbe stato più razionale, come dici tu, fare comunque il festival in forma ridotta, magari eliminando gli eventi e gli incontri con il pubblico e limitandosi alle mostre, per le quali il rispetto delle norme anti-Covid è più gestibile?

Un festival non è una medaglia da appuntarsi sul petto, una riga in più sul proprio curriculum. Ho pensato a Todimmagina per raccontare alla gente quello che è la fotografia oggi, offrendo un programma coinvolgente e stimolante. Ma per avere la partecipazione attiva del pubblico è necessario che ci sia libertà di azione, possibilità di dialogo, confronto con gli autori… Tutte cose che questo accidenti di virus ha reso pericolose. Certo che avremmo potuto limitare il tutto alle sole mostre. Avremmo addirittura potuto farlo solo online. Ormai il web è pieno di mostre online. Ma quelle non sono festival. È come sfogliare un libro di immagini.  C’è una bella differenza tra vedere online una mostra di Alberto Giuliani, per esempio, e vivere quel momento magari con lui, o comunque nell’atmosfera di un festival…

 

Todimmagina non è annullato, ma solo posticipato. A quando e dove, sempre a Todi?

Certo che non è annullato. È rinviato a maggio, dal 14 al 23. Sempre a Todi, naturalmente.

Il programma resta invariato?

Sì, compatibilmente con quello che succederà nel mondo, nella mia testa e nel mondo della fotografia. Il programma è stato pensato per quest’anno, per quello che la Fotografia è in questo momento. Mostre, eventi, performance, presentazioni di libri, incontri… credo che avranno senso anche nella prossima primavera. Magari nel frattempo noi di Todimmagina decideremo di aggiungere anche dell’altro.

Quindi arrivederci a maggio 2021, a Todi (foto di Piazza del popolo di Gianni Fantauzzi)…

Sì, spero che allora sarà possibile. Ma nel frattempo vogliamo continuare a confrontarci con chi vorrà seguirci, proponendo sul sito todim HYPERLINK “https://todimmagina.it/”m HYPERLINK “https://todimmagina.it/”agina.it, che sarà costantemente aggiornato, interviste agli autori in mostra, dialoghi sulla Fotografia, riflessioni sulle mostre e sugli eventi che vivremo a maggio.

Barbara Lalle

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