Sequesto Imam egiziano: Bob Lady chiede la Grazia a Napolitano

Chiede la grazia al presiedente della Repubblica Giorgio Napolitano. Bob Lady, l’ex agente della Cia condannato per il sequestro dell’imam egiziano Abu Omar, avvenuto a Milano nel febbraio 2003, ha scritto al Capo dello Stato italiano.  La notizia è stata resa nota ieri sera dal Corriere della Sera, dopo che la redazione ha ricevuto una copia della lettera inviata da Lady a Napolitano. Nella missiva, l’ex agente Cia chiama in causa “alti membri del governo italiano” che avrebbero collaborato con gli Usa. Scrivendo al Quirinale, Lady sottolinea la sua azione antiterrorismo in collaborazione con le forze di polizia italiane e ricorda che “milioni di dollari” erano garantiti dagli Usa all’Italia per contrastare al Qaeda: cooperazione che ha permesso di “fermare molti piani terroristici”. L’attività, sottolinea l’ex agente Cia, era “agli ordini dei funzionari Usa” ma “in collaborazione con alti membri del governo italiano”. Sulla decisione di sottrarsi alla giustizia italiana, Lady si giustifica affermando che sarebbe stato altrimenti costretto a svelare importanti segreti: “Ho avuto accesso a informazioni confidenziali del governo italiano a seguito della mia attività di collaborazione con i servizi. Per montare una difesa adeguata avrei dovuto violare sia le leggi degli Stati Uniti che quelle dell’Italia. Non ero allora e non sono adesso disposto a farlo”. Chiedendo la grazia a Napolitano, l’ex agente Cia fa un parallelo con la vicenda dei marò in India: “Il rimedio che le chiedo” è lo stesso che l’Italia “sta sollecitando nel deplorevole caso dei fucilieri di Marina”.

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