Salvador Dalì torna a Parigi

 

Dopo 33 anni il Centro Pompidou di Parigi  ospita una retrospettiva esponendo duecento opere e dedicata al genio surrealista  Salvador Dalì, che all’epoca aveva riscosso  un successo senza precedenti con la presenza di 840.000 visitatori.
Il direttore di Beaubourg, Alfred Pacquement, la definisce “il più grande avvenimento della stagione a Parigi e Dalì sembra oggi l'artista di tutti i paradossi, autore di grandi capolavori ed  è anche un provocatore, e le sue posizioni politiche gli sono valse l'ostilità dei suoi contemporanei. Forse proprio per queste sue contraddizioni è uno degli artisti più popolari del XX secolo”.
Fino al 25 marzo 2013 una raccolta di dipinti e disegni, sculture, film e documenti di Dalì, in qualità di  opere in prestito a livello internazionale,  selezionate da quattro prestigiosi curatori: Jean-Hubert Martin, Montse Aguer, Jean-Michel Bouhours e Thierry Dufrene.
Tra le opere ci sono ben 120 dipinti tra cui alcuni molto famosi come:
Il grande masturbatore (1929), la persistenza della memoria (1931), lo spettro del sex-appeal (1934), l'enigma senza fine (1938). Il tema spazia, anche, dalle fantasticherie erotiche alla fellatio, dall’ossessione per le forme molli, al voyeurismo. La strutturazione della mostra ha seguito quelle che un tempo furono le indicazioni non ascoltate di Dalì creando per l’occasione  un unico grande spazio espositivo: praticamente vuoto al centro, con i dipinti appesi alle pareti.  Il percorso si chiude con una sala circolare labirintica. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il museo Reina Sofia di Madrid che sarà prossima tappa dell’esposizione dal 23 aprile al 2 settembre 2013.

Rosaria Palladino

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