Renzi striglia il Pd: Ora tocca a noi, salviamo l’Italia

Aveva promesso di non parlare più. Di stare zitto per un bel po’ di tempo per evitare equivoci e malintesi. Soprattutto in un partito che, con il congresso alle porte, dovrà dimostrare di essere in grado di superare l’esame di maturità. Ma ha dovuto interrompere il suo silenzio ‘tattico’ perché rischia di restare nell’ombra proprio ora che la politica italiana vive uno dei passaggi più delicati della sua storia. Matteo Renzi, dalla festa del Pd di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia, ha voluto ribadire che lui c’è, è pronto a giocare la partita fin dall’inizio e si candida alla guida di un partito che vuole vincere nelle urne per ritornare a palazzo Chigi con una forte investitura popolare. Le regole del partito decideranno poi se il prossimo segretario del Pd sarà anche il candidato premier. Ma intanto il sindaco di Firenze continua a delineare il partito che vorrebbe e la sua idea della politica precisando che questo non significa minare la stabilità del governo di Enrico Letta: rottamare un governo di cui fa parte il Pd si ritorcerebbe contro di lui.

Berlusconi: sentenze vanno rispettate. Matteo Renzi su un punto ‘politico’ molto importante concorda con il segretario del suo partito. Parlando della vicenda giudiziaria che coinvolge Silvio Berlusconi precisa che “le sentenze si rispettano e la legge è uguale per tutti”. Insomma siamo per la legalità e continuiamo lungo questa strada, è il pensiero del sindaco, senza restare succubi dell’ex presidente del consiglio perché “sono 20 anni che aspettiamo cosa fa Berlusconi”.

Il Pd salvi l’Italia.  Per Renzi il suo partito ha un compito molto semplice ma allo stesso tempo delicato. “salvare l’Italia”. E spiega come raggiungere questo obiettivo. “Il Pd deve giocare all’attacco, non deve avere paura dei fantasmi. Ora vanno presi i voti dei delusi del Pdl. A forza di avere la puzza sotto il naso continueremo a perdere le elezioni”. A Guglielmo Epifani dice:  “Non passiamo il tempo a pensare come cambiare le regole delle primarie socchiuse, ma parliamo dei problemi dell’Italia. Fissiamo questa benedetta data del congresso”. Congresso che non deve essere la rivincita delle primarie. E Renzi, non farà la foglia di fico: “Che non sono fico me lo dico da solo, ma che non farò la foglia glielo dico ora. Mettiamoci in gioco per cambiare l’Italia”.

Letta: ora si dedichi al ‘Fare’. Da Castelfranco Emilia Matteo Renzi precisa che non farà cadere il governo. Ma invita Enrico Letta e il suo governo a ‘Fare’. “Noi incoraggiamo il governo Letta ma deve essere il governo del fare. In quel caso spero che duri il più possibile, ma non accetto che mi si accusi di logorarlo perché dico quel che penso. Appoggiamo il governo perché realizzi gli impegni presi a cominciare da nuova legge elettorale, come quella dei sindaci”. “Non sono sleale – precisa Renzi – ho detto in faccia che ci voleva la rottamazione. Basta con il dire e il non dire. Caro presidente del Consiglio vai avanti nel fare quello che devi, ma non cercare alibi”.

Il Pd che vorrei. Il sindaco di Firenze parla del Pd che vorrebbe: “Davanti la crisi che stiamo vivendo ritrovi il gusto di innovare e non si limiti a rimpiangere il passato e dire ‘purtroppo’. Non deve aspettare il futuro ma corrergli incontro. Il Pd deve ritrovare l’orgoglio per una Italia più bella. La vecchia tessera non basta più. Negli ultimi 20 anni anche noi abbiamo perso l’occasione e sbagliato qualche calcio di rigore per riportare l’Italia dove doveva stare. Proviamo a dire che questo è il nostro tempo. Mettiamo da parte il pessimismo e torniamo a dare all’Italia un futuro. Di fronte a ciò che stiamo vivendo si deve ripartire e scommettere sulla scuola e l’educazione e non sui tecnocrati”.

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