Quirinale e centrodestra tra incontri e sviluppi

Mentre Berlusconi medita in quale senso sciogliere la riserva della sua possibile candidatura, Matteo Salvini fa le prove di king maker del futuro inquilino del Quirinale. «Sto proseguendo gli incontri, la certezza che ho è che il centrodestra ragionerà e voterà compatto dall’inizio alla fine», sono le parole da lui consegnate ai giornalisti durante un punto stampa. Tra i leader consultati c’è anche Giuseppe Conte, del quale Salvini è stato vicepremier ai tempi del governo giallo-verde. Il faccia a faccia tra i due, durato oltre un’ora, è avvenuto dopo pranzo, nel centro di Roma.

Salvini e Conte hanno parlato di Quirinale e di governo scambiandosi, nei limite del possibile, i propri punti di vista. Entrambi hanno definito «cordiale» l’incontro. Non era difficile prevederlo, sebbene quel che conti non è tanto il “clima” che avvolge i colloqui  incontri quanto la loro utilità a centrare l’obiettivo di trovare un metodo, prima ancora che un nome, da condividere. Fonti qualificate del M5S hanno sottolineato che il summit romano tra Salvini e Conte rappresenta «il tentativo», da parte dell’ex premier, di «trovare un nome per il Colle condiviso con il centrodestra». Una mission non impossibile, ma molto complicata.

«Conte è certamente consapevole della difficoltà della cosa», hanno spiegano le stesse fonti. I 5Stelle, si sa, più che al Quirinale pensano a Palazzo Chigi. L’obiettivo di salvare l’ultimo anno di legislatura viene per loro prima di tutto. È il motivo per cui si muovono con circospezione e diffidenza, soprattutto con gli alleati del centrosinistra. Vitale per i grillini è non spezzare l’incantesimo della semiunità nazionale che sostiene il governo Draghi. Non è un caso, quindi, che le stesse fonti 5Stelle abbiano presentato l’odierno incontro con Salvini come la «naturale conseguenza» del vertice d con Letta e Speranza. Oggi come ieri, Conte avrebbe ribadito la necessità di trovare per il Quirinale «una figura di prestigio», con l’obiettivo di «scongiurare una crisi di governo».

Sulla compattezza della coalizione sono intervenuti diversi esponenti del centrodestra a “raffreddare” le ipotesi dei più disparati retroscena. Ha iniziato Giorgio Mulè, Sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia intervenendo ad Agorà. “Da parte del centrodestra non c’è ad oggi un’ipotesi alternativa rispetto all’indicazione del presidente Berlusconi. Che a breve scioglierà la riserva. Questo fa capire che ancora una volta il centrodestra è unito e compatto. Viceversa ci sarebbero state delle indicazioni differenti e divergenti. Il centrodestra in questo è diverso dal centrosinistra che sa porre solo veti”.

E’ intervenuto poi il leader della Lega, Matteo Salvini, sempre “movimentista”:  “Sul Quirinale sto proseguendo gli incontri, la certezza che ho è che il centrodestra ragionerà e voterà compatto dall’inizio alla fine”. E’ convinto che sul  Quirinale il centrodestra “sarà determinato. Determinante è  il ruolo di Berlusconi: che  è e sarà fondamentale”, dice il segretario della Lega Matteo Salvini, nel corso di un punto stampa. “La nostra posizione è chiara e leale: il centrodestra unito deve indicare il nome del candidato alla presidenza della Repubblica. E quel nome, fino a quando non scioglierà la riserva, è Silvio Berlusconi”. Lo ha ribadito in tv Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia a Omnubus, su La7. ” Ma il tempo stringe e tutti insieme dobbiamo prendere una decisione: non possiamo permetterci di andare al rimorchio del centrosinistra, che non ha ancora un nome”.

Salvaguardare l’unità del centrodestra- primo obiettivo di Giorgia Meloni- è pienamente condiviso dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci: “Penso che Sgarbi stia chiamando gli indecisi. Una persona con la mia storia, può essere mai sollecitato dal mio amico Sgarbi per il Quirinale? No… Io voterò secondo la scelta, spero unanime, che farà il centrodestra”. “La coesione del Centrodestra è per noi un fattore fondamentale”: lo ribadisce il senatore Udc e presidente del partito, Antonio De Poli. “Questa sarà la chiave per incidere positivamente sulla partita del Quirinale”.

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