Putin ritorna al Cremlino. L’opposizione scende in piazza

Ritorna a sedersi sul trono, Vladimir Putin, lo “Zar” della Russia è stato dichiarato ufficialmente il vincitore delle elezioni presidenziali con il 63,75 per cento dei voti. Lo ha annunciato il presidente della Commissione elettorale centrale, Vladimir Churov. Al secondo posto si piazza il miliardario  Mikhail  Prokhorov, con il 20 %, seguito dal comunista Gennady Zyuganov con il 19,12% dei voti validi.

Ciò che sconvolge il popolo russo non è tanto la vittoria del ex spia del Kgb bensì le sue lacrime di commozione mentre con la voce rotta dalla gioia urlava “abbiamo vinto” davanti ad una folla di 100mila persone che inneggiavano il suo nome.

La vittoria del ‘nuovo Zar’ di tutte le Russie è contestata dai suoi oppositori che parlando di brogli elettorali  già sono in procinto di scendere in piazza. Manifestazioni sono previste per domani nella centralissima piazza Pushkin, ad un chilometro dal Maneggio e dal Cremlino.

manifestanti al Cremlino

Brogli elettorali. La reazione dei “rivali”non è stata pacata, anzi sostengono con fermezza che si tratta un broglio elettorale  e di voto illegittimo. Il leader comunista Ziganov, poco dopo la chiusura delle urne incalza dicendo” Non ritengo le elezioni del 4 marzo trasparenti e giuste, non sono legittime”. Simile reazione è stata quella del miliardario “ Ritengo le elezioni non trasparenti ma ho accettato di giocare con regole altrui per far conoscere all’ opinione pubblica le mie idee”.Mikhail  Gorbacoiv come gli altri è incerto sul risultato delle presidenziali “ci sono grandi dubbi che il risultato del voto rifletta gli umori reali della società, ma se non ci sono prove documentali delle falsificazioni di massa è difficile parlarne”.

Gli osservatori europei (Osce e Consiglio d’ Europa) sostengono le ipotesi di illegittimità del voto sostenendo che le elezioni sono state “chiaramente alterate” a favore di Putin e caratterizzate da “numerose irregolarità”, continuano sostenendo che “ tutti i candidati avevano accesso ai media, ma al premier è stati dato un chiaro vantaggio sui rivali in termini di presenza sui media”, ancora “ le risorse statali sono state mobilitate a livello regionale in suo sostegno” e i requisiti eccessivamente restrittivi per la registrazione dei candidati hanno limitato la competizione autentica”.

Non c’è stata vera competizione e l’abuso delle risorse governative ha garantito che il vincitore definitivo delle elezioni non fosse mai in dubbio”, ha dichiarato in una conferenza stampa a Mosca Tonino Picula, coordinatore della missione a breve termine degli osservatori Osce. Heidi Tagliavini, capo della missione degli osservatori sostiene “tutte le denunce di violazioni devono essere accertate a fondo”.

Arrivano congratulazioni da ogni parte del mondo. Il premier giapponese Yoshihiko Noda ha inviato un messaggio di auguri a Putin, come anche il Presidente cinese Hu Jintao si congratula per il suo “successo” elettorale sostenendo che non vi sono brogli elettorali e che l’ elezione si è svolta in piena regola.

Putin: un uomo al ‘servizio’ della politica. Nel 1994 guidò la delegazione pro-governo della città nel partito “La nostra casa è la Russi”, nel marzo del 1997 si presentò la svolta che cambiò le sue sorti, fu nominato capo del personale presidenziale. Il 25 luglio 1998 il Presidente Boris Eltsin lo nominò capo del Fsb. Nel 2000 fu eletto per la prima volta Capo dello Stato,ricoprì due mandati, lasciando la poltrona a Dmitry Medvedev  per sedersi su quella di primo ministro, diventando il  capo del governo più influente della Russia post-sovietica.

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