Premiato l’esecutivo Meloni nel suo primo anno di governo

E’ trascorso un anno per il governo Meloni e da editorialista mi è quasi d’obbligo tracciare un bilancio del suo esecutivo. In realtà il vero e autentico bilancio lo fanno gli elettori che, a dire il vero, ne danno un risultato, fuor d’ogni dubbio, assolutamente positivo. Per dirlo è ovvio, in assenza di elezioni o altro, basarci sul valore dei sondaggi. Enrico Mentana si è valso di Swg per il Tg La 7 che parla di intenzioni di voto. Alla domanda ‘chi voterebbe se si votasse oggi’, è stata ottenuta la risposta: ‘Meloni e FdI’. Fratelli d’Italia rimane sostanzialmente invariato viaggiando ben oltre il 26 per cento ottenuto a fine settembre di un anno fa. In pratica è l’unico partito che non ha perso colpi ma si è politicamente consolidato.   La guerra, l’inflazione, i migranti, i rincari, la contrarietà  dei quotidiani del gruppo Gedi, che pubblicano quotidianamente articoli contrari al governo,  non scalfiscono per niente la luna di miele tra governo ed elettori.   Più le opposizioni fanno opposizione senza idee e proposte, ma solo con invettive personali, intravedendo fascismi dietro l’angolo,  e derive autoritarie inesistenti, più tali formazioni perdono. Il sondaggio Swg vede  Lega e Forza Italia guadagnare consensi e vede Pd e M5s scivolare e perdere voti. Il bilancio provvisorio a un anno dalle elezioni politiche si fa ovviamente  con i numeri, che vedono il Pd a trazione Schlein sotto la soglia del 20 per cento, con   i grillini che parimenti  calano. Dunque, nelle intenzioni di voto gli italiani bocciano l’opposizione al governo e premiano i partiti della coalizione dell‘esecutivo Meloni. Ottimo 28,7 per cento per FdI. Torna a doppia cifra la Lega (10,1 %). Incrementa i consensi anche  Forza Italia, che porta a casa lo 0,2% e va al 6,5%. Perdono tutti gli altri. Morale della favola:  elezioni del 25 settembre 2022 il centrodestra ha incassato il 44% delle preferenze. Un anno dopo, stando al sondaggio di Swg, la coalizione gode del 45,3% delle intenzioni di voto, aumentando il gradimento per la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Tutto il livore, gli attacchi  personali, il ‘tifo’ contro in sede internazionale non sono serviti a nulla, se non a far perdere di credibilità agli altri partiti. Il Pd è impaludato al 19,8%, restando sotto la soglia politica e psicologica  del 20%. Soglia che, se non dovesse essere raggiunta alle elezioni europee, metterebbe in serio guai la Schlein. Don Maurizio Patriciello,  sacerdote che si batte per il ritorno della legalità e della serenità a Caivano,  sottolinea come si stia rendendo visibile e concreto l’impegno dello Stato per la ‘bonifica’ promessa dalla premier Giorgia Meloni. ‘In questo mese abbiamo visto cose che non si sono mai viste in Italia – ha detto Patriciello – Questo a mio avviso. Io il 25 agosto ho scritto un messaggino alla Meloni. E nel giro di pochi giorni è venuta lei da noi, con tre ministri, due sottosegretari, il capo della polizia e ha fatto delle promesse che mi pare stia mantenendo. Se il parco Verde è stata una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, la repressione serve. Ma poi occorrono anche gli insegnanti, i servizi sociali: il numero degli assistenti sociali è così esiguo, come quello dei vigili urbani. Nessuno ha la bacchetta magica anche perché questo quartiere è stato abbandonato per trenta anni. Ora hanno nomi e cognomi i membri del branco che ha terrorizzato due ragazzine di Caivano obbligandole a subire stupri e violenze di gruppo. I nove arresti eseguiti  hanno dato una svolta significativa alle indagini su uno dei casi più raccapriccianti dell’estate’. Un segnale che don Maurizio Patriciello giudica molto importante. Dopo gli arresti  che ‘sono un segnale importantissimo l’attenzione non cesserà, assicura il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, durante la visita al villaggio della legalità. L’attenzione proseguirà, ha detto ancora il prefetto ‘e si svilupperà anche su altri profili con attività in favore dei giovani. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron hanno avuto un faccia a faccia per circa un’ora e mezza nell’ufficio del premier a Palazzo Chigi per discutere delle priorità economiche europee che saranno affrontate  dai due presidenti al vertice Med 9 fissato a Malta e, successivamente, in quello della Comunità politica europea in programma a Granada il 5 e 6 ottobre. Il vero focus ha riguardato sicuramente  il tema migranti, tornato a farsi emergenza a seguito di una duplice causa: la carenza di grano nel Nord-Africa, legata alla guerra russo-ucraina; la lunga sequela di golpe militari nella regione centro-occidentale di quel continente. Una turbolenza, quest’ultima, di cui paga il conto la Francia, costretta  a lasciare quella parte di Africa che da decenni la vedeva egemone. Un addio sottolineato  da Macron con un messaggio televisivo a reti unificate. Inoltre c’è la problematica che riguarda la Germania che decide  di finanziare le Ong di stanza nel Mediterraneo, il cui carico umano finisce puntualmente nei porti italiani. Una irresponsabile ingerenza che ha innescato la fermissima reazione della Meloni che invia una lettera al cancelliere Olaf Scholz. Fanno sapere che l’Eliseo concorda con Roma circa la necessità di trovare una soluzione europea alla questione migratoria. La nostra premier sta indubbiamente tracciando una strada. Mattarella ribadisce, con coraggio e autorevolezza, la necessità che la questione immigrazione diventi un problema internazionale e plaude alle attività promosse dal governo Meloni sulle prospettive del Mediterraneo e sulla reciprocità con l’Africa.  ‘Si tratta di un fenomeno globale- ha affermato il Capo dello Stato-, presente in tutti i continenti, che muove da tante cause, tra queste quella prodotta da un mondo sempre più interconnesso e ravvicinato tra le sue varie parti, anche tra quelle che prima apparivano assolutamente distanti. Nessuno Stato può affrontare da solo la sfida epocale delle migrazioni, ma l’Unione europea può farlo con un’azione coordinata e ben organizzata e una nuova politica che superi regole ormai preistoriche. L’Italia, con il governo Meloni,  ha acquisito una centralità nel bacino del Mediterraneo, che è essenziale sia per frenare i flussi migratori, sia per garantire prospettive diverse al Nordafrica.

Andrea Viscardi

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